Con l’eco dei treni

Un viaggio che raccoglie parole di semplici cittadini, amanti del treno, persone, in un cocktail di ricordi e speranze, a cavallo delle province di Udine e Pordenone. Percorrere a piedi i 74 km che si snodano lungo la linea ferroviaria che va da Sacile fino a Gemona del Friuli, calpestando una ad una tutte le traversine della Pedemontana, segna l’anima. Nulla è più ritmato dello spostarsi a piedi su una linea ferroviaria: rumore di ciottoli, passaggi a livello, segnali di avviso e protezione, cartelli distanziometrici, immaginari sbuffi di locomotive. Tutto in un concerto unico di vedute mozzafiato, capolavori architettonici e tanta, tanta fatica e bellezza.

Sabato 24 Ottobre alle ore 17:30 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

Parigi, e un padre

Una Parigi lontana, quasi irreale nella sua metafisica bellezza. Un viaggio della memoria sulle tracce di un’ombra tanto ingombrante quanto sfuggente. Un padre in fuga nella Ville Lumière dei primi anni Cinquanta. Un figlio che lo insegue attraverso il labirinto dei ricordi, nelle vie di una Parigi popolare e anarchica, dove benessere e povertà coesistevano in pieno centro, non ancora trasformato in un salotto per turisti. Una lotta contro la rapina del tempo, per ricomprendere il proprio passato. Federico Pani dialoga con l’autore. In ottemperanza alle norme anti-covid la prenotazione è obbligatoria. Telefonare o inviare messaggio al numero 3383287971

Giovedì 22 Ottobre 2020 alle 18 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

Temi e variazioni

Con Temi e variazioni, secondo classificato al concorso biennale “Percorsi letterari…” di La Spezia per le raccolte poetiche inedite, prosegue la linea d’incontro tra musica e parola di Diego Pederneschi. Con il sistema enigmistico della frase a sciarada, da una breve frase in versi ne nascono altre: sempre uguali ma sempre diverse per accenti, pause e senso. Il risultato è un divertissement che ben si attaglia alla performance dal vivo.L’autore dialogherà con Paolo Bonini, al flauto Marco Rozzi.

Domenica 18 Ottobre h 17 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

La bambina dagli occhi di ghiaccio

Mentre sta tornando dal lavoro, immersa nei suoi pensieri, Clara è riportata alla realtà da una brusca frenata dell’autobus su cui sta viaggiando. Qualcosa la spinge a guardare fuori dal finestrino appannato ed è allora che la vede per la prima volta. La bambina dai lunghi capelli scuri è ferma sul marciapiede sotto la pioggia battente, avvolta in un vecchio cappottino grigio ormai fradicio. Tanto magra e pallida da sembrare malata. Poi, repentinamente come è apparsa, scompare alla vista. Rimasta orfana dopo che un terribile incidente stradale le ha strappato entrambi i genitori e la sorellina che ancora doveva nascere, la vita della giovane Clara, fino all’apparizione della bambina, scorreva apparentemente tranquilla in un’anonima cittadina di provincia. Da quel momento in poi però inizia ad avere spaventose visioni e a essere perseguitata da sinistre presenze. Chi è la ragazzina dagli occhi di ghiaccio? Cosa vogliono i morti da lei? Perché le chiedono di scavare nel suo passato? Per rispondere a questi interrogativi, con l’aiuto di Samantha, l’amica di sempre, cerca di fare luce su questi accadimenti, portando a galla un raccapricciante mistero che coinvolge la loro comunità e le rispettive famiglie.

Sabato 17 Ottobre h 17:30 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona) Mattia Mariotti dialoga con l’autrice Alessandra Boldini.

Replay

Domenica 11 Ottobre alle ore 17 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona) l’autore Marco Gelmetti sarà a dialogo con Claudio Ardigò. Di seguito la trama del romanzo:J ha trentaquattro anni, un buon lavoro e un sogno – quello di fare il musicista – che è a un passo dal naufragare. Per non diventare adulto, ha costruito attorno a sé un mondo fatto di serate al bar con gli amici, scontri sovrumani a calciobalilla e partite ai videogame. Ma nella sua mente vivono tre fantasmi: Luna, la sua ex ragazza, Skorpio, l’imbattibile rivale al biliardino e Garius, l’avversario immortale dell’ultimo schema di Dragon Nights. Quando una spirale di eventi inaspettati travolge la sua vita, per J arriva però il momento di affrontare quei fantasmi e fare i conti con la realtà.

Visioni periferiche

La città e il Cinema sono emblemi della modernità e proprio attraverso l’analisi di opere filmiche vengono approfonditi temi riguardanti la condizione umana nelle società attuali periferiche. Quale può essere il ruolo delle periferie nel mondo globalizzato? Un ruolo divenuto sempre più incisivo per lo sviluppo socio-culturale che, in tutte le aree del mondo, presenta ancora molte problematicità, ma anche molte sfide. Quello cinematografico è un linguaggio che ben si presta a raccontare storie grazie al suo codice comunicativo con il quale si riescono a descrivere sia i paesaggi urbani e le loro trasformazioni sia gli stati d’animo delle persone che in essi vivono, si muovono e agiscono, creando un meccanismo di proiezione e di identificazione con gli spettatori e con i lettori. Sperequazione sociale, discriminazioni, lotte per i diritti fondamentali, giustizia, multiculturalismo: questi e altri gli argomenti trattati, a cui si aggiungono esempi di buone pratiche, di sperimentazioni riuscite e di progetti validi per rigenerare il capitale sociale anche tramite il rilancio di un approccio culturale e partecipativo alla (ri)costruzione di un Bene comune.Claudio Ardigò dialoga con l’autrice
Letture a cura di Chiara Tambani

Sabato 10 Ottobre h 17:30 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

Ildegarda e il mistero dell’arciere


In un contesto storico-geografico preciso e definito, descritto con pennellate chiare e decise (frutto di ricerca seria e approfondita), Ildegarda di Bingen si trova a vivere e agire incontrando personaggi di ogni estrazione sociale; condivide esperienze e situazioni di vita con le consorelle e i monaci benedettini “vicini di casa”, con nobildonne e cavalieri, prelati e abati, donne, uomini e ragazzi del popolo più umile. I fatti coinvolgono i protagonisti, che vengono descritti nella loro natura essenziale, ma completa. Alla descrizione dei luoghi ed alla narrazione dei fatti si fonde l’introspezione psicologica dell’anima dei singoli personaggi e l’analisi del contesto sociale e culturale in cui vivono e agiscono. Quasi fosse un giallo-poliziesco il racconto si snoda narrando alcuni omicidi alla cui soluzione Ildegarda dà un contributo essenziale. Fatti e personaggi di fantasia si amalgamano con luoghi, persone e situazioni storiche. Intreccio narrativo e connotazione storica si fondono arricchendosi reciprocamente, senza stridere né contrastarsi, ma esaltandosi e valorizzandosi a vicenda.

Domenica 4 Ottobre alle ore 17 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

L’eredità dei vivi

Federica Sgaggio vive tra Verona, dove è cresciuta e dove ha lavorato come giornalista, e Galway, in Irlanda, dove studia letteratura inglese. Ha pubblicato i romanzi Due colonne taglio basso (Sironi 2008) e L’avvocato G. (Intermezzi 2016), e il saggio Il paese dei buoni e dei cattivi. Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare (minimum fax 2011). Nel 2015 ha curato con Catherine Dunne la raccolta italo-irlandese Tra una vita e l’altra (Guanda; uscito con il titolo Lost Between: Writings on Displacement per New Island Books).Alla fine degli anni Cinquanta, Rosa si trasferisce dal Sud al Nord d’Italia. È una donna intransigente, una combattente. Insegna a sua figlia – colei che ci racconta la storia – che il primo comandamento cui ogni donna deve obbedire è: «Non piangere.» Ed è anche la madre di Francesco, che a causa di un incidente occorso subito dopo il parto soffre di una forte disabilità. Così lei lotta per rendere migliore la vita del suo bambino, e la sua diventa presto una lotta per i diritti di tutti coloro che non possono combattere per se stessi.
Nel romanzo, Rosa è una madre della quale la figlia racconta la vita; ma è anche, semplicemente, l’Italia: l’Italia ancora stordita dalla guerra degli anni Cinquanta, quella euforica dei Sessanta, quella turbinosa dei Settanta, quella privatizzata degli Ottanta, quella svuotata dei Novanta. Un’Italia, Rosa, messa alla prova: da un marito da cui sceglie di fuggire, dalla disabilità del figlio, dalla figlia con la quale il rapporto è tanto stretto quanto conflittuale, dai cambiamenti sociali e politici che le avvengono intorno. Ma anche la figlia, che ricorda e racconta, è l’Italia: l’Italia d’oggi, quella che non intende rinunciare alla propria storia, e che vuole inventarne una nuova.
L’eredità dei vivi è la storia di una donna, di una famiglia, ed è un romanzo politico, se politica è la lotta da combattere per attraversare i cambiamenti, per godere dei propri diritti, per avere la vita che si desidera avere. E questo romanzo ci dice che anche i sentimenti, anche i corpi, soprattutto i corpi, sono intensamente politici.Francesca Gagliardi dialoga con l’autrice.

Sabato 3 Ottobre alle ore 17:30 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

Eccessi d’autore

Onniscienza, narratori-personaggio che esorbitano dai loro confini, autori che si mettono in scena apertamente e finzionalizzano la propria vita, che posano da saggisti o si dislocano in Rete. Sono tutti fenomeni che caratterizzano la narrativa italiana più recente e che ruotano intorno allo stesso presupposto, vale a dire all’esibizione di chi racconta, al protagonismo delle voci narranti e agli eccessi degli autori alle loro spalle. A partire dallo studio di alcuni fra i romanzi più importanti pubblicati in Italia negli ultimi dieci anni da Walter Siti a Tommaso Pincio, questo libro passa in rassegna le principali strategie narrative attraverso cui tale tendenza prende corpo e le retoriche della voce che ne sono alla base. Nel farlo, prova a riflettere sul perché della loro diffusione, collocando i romanzi presi in esame sullo sfondo di una serie di mutamenti relativi non soltanto alla contemporaneità letteraria più stretta, ma anche allo spazio transmediale in cui i testi si muovono oggi e all’idea di racconto che sempre più si sta imponendo. Federico Pani dialoga con l’autore

Sabato 26 Settembre alle ore 17:30 presso il Bar Campi

Au revoir

Giovedì 24 settembre alle ore 18.30, nel Cortile Federico II del Palazzo Comunale di Cremona, sarà presentato il libro “Au Revoir” di Ettore Favini. Raffaella Colace, direttrice del Triangolo Galleria d’Arte, introdurrà l’artista e autore del volume, alla presenza di Anna Detheridge, presidente e fondatrice dell’associazione culturale Connecting Cultures, Chiara Lattuada, Project Manager dell’associazione, e Luca Burgazzi, assessore ai Sistemi Culturali, Giovani, Politiche della Legalità del Comune di Cremona.

Il libro Au Revoir ripercorre l’omonimo progetto dell’artista, a cura di Connecting Cultures, che ha raccolto intorno a sé studiosi, curatori, geografi, botanici, specialisti di diritti umani, direttori di museo, migranti dell’Africa del Nord, in un ritratto corale del Mediterraneo e delle sue popolazioni, disegnando una speranza per il futuro. Un viaggio nello spazio e nel tempo lungo il bacino del Mare Nostrum, attraverso le rotte tracciate dal jeans, tessuto dalle origini antichissime, grande protagonista della storia della moda e del costume moderno e contemporaneo.