Il tè delle Cinque – Follia / La vita oscena

Arci Cremona
Circolo Arcipelago
Libreria del Convegno
PETER’S TeaHouse Cremona

IL TÈ DELLE CINQUE
Una domenica al mese tra pagine e tazze fumanti

Patrick McGrath • Follia
Aldo Nove • La vita oscena

domenica 18 febbraio 2018 • ore 17:00
Libreria del Convegno
Corso Campi, 72 • Cremona
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Domenica 18 febbraio, alle 17:00, vi invitiamo alla Libreria del Convegno per chiacchierare dei romanzi di Patrick McGrathAldo Nove in compagnia di ottimo tè e decidere insieme quali letture accompagneranno gli incontri successivi. Siete tutte e tutti benvenuti e non dimenticate di portare la vostra tazza preferita!
Per informazioni potete telefonare a Claudia (348 7226863) o alla Libreria del Convegno (0372 32234).
Vi aspettiamo!

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Il silenzio del lago

Sabato 17 febbraio alle ore 17:30, in libreria, verrà inaugurata l’esposizione fotografica di Francesco Merlini, “Il silenzio del lago“, che si presenta come una finestra che si affaccia su un mondo minimalista e surreale del lago di Garda, dove il silenzio e quiete sono i protagonisti. Un mondo dove i contrasti tra natura e uomo si incontrano
dando vita ad uno spettacolo unico nel suo genere.

Francesco Merlini “ fotografo per passione”, nasce a Cremona nel 1971. Nel 2008 si innamora della fotografia, attraverso la quale cerca di esprimere le proprie sensazioni ed emozioni. Autodidatta, nel corso degli anni è in costante apprendimento e studio di tecniche di ripresa e sviluppo digitale. Utilizza la macchina fotografica per immortalare un istante e mostrarlo ad altri attraverso le sue fotografie.

La vita segreta dei mammut in Pianura Padana

Domenica 11 febbraio alle ore 17 in libreria presenteremo il libro di Davide Bregola, vincitore del Premio Chiara 2107, “La vita segreta dei mammut in Pianura Padana”.

Il libro è strutturato in episodi, che sottoforma di brevi racconti, dipingono al lettore la vita desolata e monotona della Pianura Padana, che non è però priva di lati positivi, come è scritto nel primo racconto del libro:

“E’ dove non succede mai nulla che la gente sogna di più, in mancanza d’altro, e finisce per costruire le cose che ha sognato.”

Da questa frase s’evince, come non sia un libro privo di afnatsia, funambolico, onirico e in certo senso epico, per quanto lo possa essere una poetica degli ultimi nella nostra era postmoderna e globalizzata.

Bregola tartta infatti temi comuni e quotidiana, “fatti di paese”, ma contornati d’un’aurea di fantastico, tipica della più raffinata tradizione letteraria novecentesca.

Davide Bregola è nato a Bondeno (Fe) il 12 luglio del 1971. Vive a Mantova. Ha pubblicato “Racconti felici –seguiti da- La lenta sinfonia del male” (Sironi), “La cultura enciclopedica dell’autodidatta” (Sironi). Tiene incontri-atelier attraverso le “Mappe di comunità” in giro per l’Italia. “La vita segreta dei mammut in pianura padana” (Avagliano) è uscito il 16 marzo 2017.

Il nipote di monsignore – Massimo Spelta

Domenica 4 febbraio alle ore 17 presentiamo il nuovo libro di Massimo Spelta, “Il nipote di Monsignore”, un libro giallo, ambientato a Cremona, dove si pensa che “in provincia” la vita sia più tranquilla, che il male, la corruzione, la follia, siano prerogative delle grandi città, di quei luoghi dove è facile perdersi seguendo chimere e illusioni. Purtroppo non è così e le pagine della cronaca ben lo documentano: nelle pieghe della tranquilla vita delle piccole città di provincia si nascondono, meglio che altrove, i vizi che caratterizzano la nostra società, il nostro stile di vita, quello che noi oramai consideriamo “normale”
In questo romanzo Massimo Spelta ci racconta quel che accade a Cremona, una delle nostre belle cittadine di provincia, e le conseguenze che a catena si susseguono, muovendo i personaggi di un racconto sempre più incalzante e coinvolgente che porta il lettore a girare la pagina per seguire la storia e conoscerne il finale. L’autore, col suo stile asciutto e vibrante, sa coinvolgere il lettore intrecciando le vite dei suoi personaggi, rendendoli vivi, caratterizzandoli con pochi tratti ben precisi, smascherando in questo modo, quell’architettura del male che – purtroppo – gli interessi economici e di potere rendono sempre più diffusa.

Massimo Spelta , poeta e giallista cremonese, vive a Paderno Ponchielli, vincitore di parecchi premi letterari, collabora con scrittori argentini ed è Senatore acacdemico presso l’Accademia d’arte e Cultura Il Rombo. Fa conoscere artisti d’arte figurativa emergenti tramite le sue recensioni.

Il giallo precedente da lui scritto nel 2016 è “Prima di Natale addio”.

Virginia Woolf e i suoi contemporanei

Il 3 febbraio alle ore 17 in libreria si terrà la presentazione del volume “Virginia Woolf e i suoi contemporanei”. A parlarci della scrittrice inglese,saranno presenti Liliana Rampello, la critica italiana più nota per gli studi sull’autrice in questione e la presidente dell’Italian Virginia Woolf Society, Elisa Bolchi.

Il volume in questione è un’antologia di confessioni, corrispondenze, racconti e brevi interviste raccolte nella crepa fra bellezza e realtà – là dove Virginia Woolf, protesa dal verso poetico, afferrava brandelli di vita quotidiana per trasformarli in prosa. È un florilegio di memorie promiscue, ventisette in tutto – dal «buon vecchio» T.S. Eliot all’Orlando/Vita Sackville-West, dai fratelli Lehmann a E.M. Forster e Christopher Isherwood, alla nipote Angelica o all’amica Barbara – che ricompongono il fiero profilo aquilino, quasi ascetico, di una Virginia squisita e claustrale; la prepotente sensualità del suo genio; la violenza critica della sua lingua; l’impertinenza vorace della sua curiosità. Perché attraverso la voce degli altri riemerga dal fondo di un fiume nei pressi di Rodmell la sua, bassa e gutturale come un vecchio velluto rosso.

La nuova edizione di Virginia Woolf e i suoi contemporanei curata da Liliana Rampello è un tributo umano a questa visionaria sperimentatrice, in guerra con il mondo ma del mondo profondamente entusiasta, per ricostruire l’intima stanza che Virginia reclamava tutta per sé. Una stanza in cui alla scienza del lutto si sostituisce una disperata joie de vivre e in cui l’atto della scrittura si trasforma nel tentativo di catturare la vita stessa.

La fiaba nella Cura e nella formazione di Susetta Sesanna

Domenica 28 gennaio in libreria si terrà la narrazione teatrale di Susetta Sesanna, antropologa, attrice, narratrice, collabora in progetti e seminari con la facoltà di scienze umane e della formazione del’UN.Statale Milano Bicocca

Ogni volta che si racconta una storia si crea un cerchio magico,un luogo dove avviene un incontro appassionato:l’incontro tra chi narra e chi ascolta,tra la vita e la sua rappresentazione,tra visibile ed invisibile
Ogni volta che si racconta una storia si accede ad una dimensione spazio temporale che concede una sosta nello scorrere ordinario ed impetuoso della vita e dona il presente dell’atto teatrale grazie alla ripetizione del gesto dell’attore

VASSILISSA E LA BAMBOLA
fiaba russa

Narrazione teatrale e momento meditativo e interpretativo a cura di Susetta Sesanna.

Diastemata-Distanze di Sara Locatelli

Sabato 27 Gennaio alle ore 17:30 alla libreria del Convegno verrà presentato il libro Diastemata-Distanze di Sara Locatelli.

Diastemata è la parola greca che nella Repubblica di Platone indica l’impercettibile intervallo di suono esistente tra una nota e l’altra, composto da vibrazioni nascoste che, tuttavia, rivelano il senso più profondo della melodia a chi le sa riconoscere. Nel romanzo, diventa metafora delle relazioni umane in cui un segreto originario, che viene dolorosamente taciuto, diventa la causa remota di una catena ininterrotta di conseguenze sull’esistenza di tre generazioni di donne, una nonna, una madre ed una figlia, le cui vite sembrano inesorabilmente segnate dal marchio dell’abbandono. Intuivo confusamente che doveva esserci una ragione remota, un dolore buttato nella fossa scavata da un altro dolore molto tempo prima che io nascessi, afferma Giulia, l’ultimo anello della successione delle protagoniste femminili della narrazione, che si snoda alternando le voci narranti da un prologo ad un epilogo che non è un lieto fine ma riesce comunque a restituire un senso positivo alla composizione musicale della loro esistenza.
Fanno da contrappunto alla parte femminile due uomini, l’uno emblema della vacuità del fascino esteriore, dello sdoganamento di ogni desiderio, compreso quello sessuale, e dell’ipocrisia delle apparenze cui l’età contemporanea rischia pericolosamente di assegnare il vertice della scala sociale e l’altro il cui mistero schivo cela, attraverso diverse epoche, dalla Berlino prima della caduta del Muro all’attualità, la sostanza drammatica della Storia collettiva rivissuta nella storia individuale.
Non ultimo, il romanzo celebra la potenza ambivalente delle parole: da una parte, il pericolo di una perdita di aderenza di esse alla realtà e l’autoinganno conseguente, quando vengano deformate da un’abnorme interiorità; dall’altra, come è insito nell’etimologia greca del termine parola (logos), la speranza di scegliere tra esse per dare forma all’indefinito, definire una rappresentazione nuova del mondo e nel definirla cambiare il mondo, immaginare un’altra vita, che prima o poi dovrà essere agita per essere vissuta. Perché, se l’amore non ha avuto un tempo per essere vissuto, avrà l’eternità per essere rimpianto.
Un particolare attenzione è stata riservata alla veste stilistica del romanzo, che alterna volutamente un registro aulico, elegante, ricercato ed un altro realistico, verista, crudo, atto a riprodurre le contraddizioni insite nella natura umana.

Notizie sull’autrice
Sara Locatelli nasce a Crema (CR) il 31 marzo 1976. Dopo la laurea a pieni voti in Lettere Classiche e la specializzazione per l’insegnamento conseguite presso l’Università Cattolica di Milano, intraprende la carriera di insegnante di ruolo di italiano e latino presso il liceo della città d’origine. Vive a Crema. Collabora con alcuni giornali locali e con la rete Con-tatto contro la violenza sulle donne, a servizio della quale mette la sua vocazione alla scrittura. È separata e madre di tre figli, con i quali vive insieme all’attuale compagno.

Raccontare lo yoga

Domenica 21 Gennaio alle ore 17 presso la libreria del Convegno sarà presente Chiara Maria Guida

Raccontare lo yoga: un incontro per raccontare le origini mitiche e storiche dello Yoga, attraversare con leggerezza il suo pensiero filosofico, chiarire qualche “termine yogico”, soffermarci sui benefici della pratica e accarezzare i diversi stili. Molteplici sono gli aspetti racchiusi nello Yoga: respiro, asana, presenza, rilassamento, mantra, stretching, fluidità, mente, ascolto, chakra, apertura, silenzio, kundalini, consapevolezza, meditazione, corpo, shakti, mudra, movimento, staticità, spirito, visualizzazione, samadhi, pratica, nutrimento, prana… e ognuno raccoglie ciò che risuona con sé.

Chiara Maria Guida si è Laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bologna, con una tesi sulla Meditazione e il Buddismo Tibetano. Ha frequentato il Corso di Specializzazione in Philosophy for Children® presso l’Università di Padova ed ha formazione in Giocayoga® e Shakti Dance® di Sara Avtar. Interessata ad una Educazione Olistica, appassionata da sempre di Tradizioni Spirituali e Vie Sacre, le incontra teoreticamente e sperimentalmente. Attualmente è insegnante di Shakti Dance (lo Yoga che Danza) presso il centro Yoga Space di Cremona e insegnante di sostegno nelle scuole superiori.

Piccolo festival del fumetto

 

Arcicomics

in collaborazione con
Circolo Arcipelago | Arci Cremona

PICCOLO FESTIVAL DEL FUMETTO

sabato 20 e domenica 21 gennaio
sabato: dalle 14:00 a mezzanotte
domenica: dalle 10:00 alle 20:00

Luogocomune • Centro Sociale Culturale Arci
Via Speciano, 4 • Cremona
ingresso con tessera Arci 2017-2018

MOSTRE PERSONALI
Davide AuriliaVincenzo FilosaSilvia RocchiAndrea SettimoEliana Albertini, Daniele Lupo, RITARDOFrancesco SaresinDario Sostegni

I 10 LIBRI
del signor Paolo Bacilieri

CINEMA ZENIT
un’idea di Andrea Bruno

VERDAD
tavole di Lorena Canottiere

MOSTRARE I LIBRI
“Fedele alla linea” di Gianluca Costantini, “Non so chi sei” di Cristina Portolano, “Figlio unico” di Vincenzo Filosa, “Limoni” di Emanuele Rosso

EDITORI E AUTOPRODUZIONI
Delebile, Canicola edizioniBRACEBeccoGiallo EditoreRITARDO,SbucciaginocchiDiabolo EdizioniMalEdizioniCentro Fumetto “Andrea Pazienza”Libreria del Convegno
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SABATO 20 GENNAIO

ORE 14:00
Apertura del piccolo Festival del Fumetto.

ORE 15:00
Brucia (Ed. Rizzoli Lizard) Incontro con l’autrice Silvia Rocchi.

ORE 16:00
Incontro con l’autore Davide Aurilia.

ORE 17:00
L’amore ai tempi di Tinder. Cristina Portolano (autrice di “Non so chi sei” – Ed. Rizzoli Lizard) e Emanuele Rosso (autore di “Limoni” Ed. Coconino Press/Fandango) a confronto. Partecipa Paolo Interdonato (critico)

ORE 18:00
Dentro il “Cinema Zenit” (Ed. Canicola edizioni). Incontro con Andrea Bruno.

ORE 19:00
Cardo/Decumano (Ed. Delebile) Incontro con l’autore Andrea Settimo

—Pausa Aperitivo—

ORE 21:00
Istantanea del presente. Incontro con Eliana Albertini, Daniele Lupo (Gli avvenimenti che stravolgono proprio tutto), RITARDO, Francesco Saresin, Dario Sostegni.

ORE 22:30
Vinyl DJ Set • Eric Vs. McA

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DOMENICA 21 GENNAIO

ORE 11:00
Lo stato delle cose. Dialogo intorno ai fumetti con la partecipazione di Bianca Bagnarelli (Delebile, URCAFestival), Matteo Stefanelli (direttore di Fumettologica), Paolo Interdonato.

ORE 15:00
Fedele alla linea. (Ed. BeccoGiallo Editore). L’autore Gianluca Costantini dialoga con Matteo Stefanelli.

ORE 16:30
Figlio Unico. (Ed. Canicola edizioni). Incontro con l’autore Vincenzo Filosa.

ORE 17:30
I 10 Libri del signor Paolo B. Incontro con Paolo Bacilieri. Conducono Massimo Galletti e Paolo Interdonato.

ORE 19:30
Arrivederci con aperitivo e musica.

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Luogocomune
Centro Sociale Culturale Arci
Via Speciano, 4 • Cremona
ingresso con tessera Arci 2017-2018

Le stanze di alabastro di Emily Dickinson

Sabato 20 gennaio alle ore 17:30 Alberto Mori, poeta performer ed artista, presenterà il libro “Le stanze di alabastro”, in uscita per la casa editrice SE, una raccolta di poesie di Emily Dickinson, tradotto dalla poetessa Nadia Campana.

Emily Dickinson (1830-1886) non è solo, con Saffo, la più grande poetessa di tutti i tempi, ma è anche divenuta un mito, per la purezza e l’eccezionalità dei suoi versi e della sua vita. Numerose sono le traduzioni delle sue poesie disponibili nella nostra lingua, ma probabilmente nessuna ha l’altezza di questa, dovuta a Nadia Campana, una poetessa tragicamente scomparsa negli anni Ottanta. «Anche quando Emily Dickinson contempla l’incanto del visibile,» scrive Nadia Campana nella sua postfazione «lo percepisce in forma di magia. Tempesta e sereno, notte e giorno, alba e tramonto, l’alternarsi delle stagioni sono per lei esperienze globali, cosmiche. Riflettono il momento simbolico cruciale nella sua concezione del mondo, costituito dal tema dell’amore e della separazione come termini indissolubili. Due metafore, queste, ricorrenti in tutta la sua produzione poetica. Porsi come argine disperato tra queste due urgenze è stato per lei il lavoro della poesia».

IL TRADUTTORE
Nadia Campana (1954-1985) è stata una delle voci poetiche più promettenti e stimate. La sua limitata produzione poetica, apparsa in vita su riviste, è stata riunita nella raccolta postuma Verso la mente. È stata anche autrice di saggi e traduttrice. È morta suicida a Milano