53 poesie

Domenica 25 luglio alle ore 18:15 all’Antica Osteria del Fico, presentiamo il libro, “53 poesie” di Piero Ciampi, Lamantica edizioni.

Piero Ciampi è stato il cantautore più immeritatamente emarginato del mondo musicale italiano. Di lui dicevano che era stonato, che scriveva canzoni malinconiche, sgradevoli, popolate di vinti e di infelicità. Gli davano del presuntuoso e dell’antipatico e ai perbenisti e gli ipocriti dava fastidio la sua ubriachezza.

Le invettive del livornese maledetto sono dardi che ancora oggi non fanno prigionieri.

Di Piero Ciampi si è detto troppo e troppo male. Ciampi prima di tutto è stato un poeta. Di sé egli diceva «Sono un poeta». Troppo amava la poesia fino al punto di rivendicarlo come diritto assoluto della sua identità. Lui pretese che la qualifica di poeta finisse anche sul passaporto.

Non ha avuto una vita facile e tranquilla, le sue canzoni irriverenti disturbavano, i suoi versi taglienti e la sua vicenda bizzarra e esistenziale erano considerate scomode e quindi da emarginare.

Piero Ciampi è stato un artista che in vita ha conosciuto una forma malvagia di oblio e di ostracismo. Questo è capitato spesso a quei pochi grandi poeti che vale la pena ricordare. Ciampi prima di tutto questo era, un grande poeta che non si è mai risparmiato davanti alla vita che lo ha consumato fino alla distruzione.

«Io sono un poeta, sempre anche quando sbaglio lo faccio da poeta. E posso fare e dire quello che mi pare perché sono un poeta».

Prima o poi con questo grande e incompreso genio bisogna fare i conti. La voce indimenticata del livornese Piero Ciampi oggi ritorna grazie a Lamantica edizioni.

La piccola casa editrice bresciana, fondata da Giovanni Peli, ripubblica 53 poesie, la raccolta poetica di Ciampi ormai da tempo fuori catalogo. La prima edizione è del 1973 e la pubblicò la RCA.

Oggi torna in un volume elegante a cura Enrico De Angelis e con un’introduzione di Diego Bertelli.

Un’ occasione per rileggere la sua travagliata e inquieta vicenda esistenziale che è stata sempre il centro della sua vita d’artista.

«Le 53 poesie- scrive Bertelli come il resto della sua opera, sono espressione di quello che ha provato, sentito, vissuto. Tutto ciò senza la posa compiaciuta di un certo tipo di letterato. Se di stile possiamo e dobbiamo parlare, esso risponde in prima istanza a regole interne più che inserirsi nel solco di una tradizione specifica».

Ciampi considerava le sue poesie – canzoni un’alternativa al delitto. Egli canta perché non vuole ammazzare. Ma canta soprattutto perché una sera ha visto Montand che ha fatto uno spettacolo con un bastone e un pianoforte.

Di questo poeta e di questo straordinario e scomodo cantore è rimasto poco e la sua grandezza irriverente è stata dolosamente dispersa.

La sua voce macerata, il timbro roco e fondo delle sue parole assassinate dall’alcol, la sua insolenza euforica e capricciosa, sono qui nelle sue ballate disperate di malinconia che raccontano la sua esistenza eccentrica di uomo e poeta estremo che ha vissuto nella consapevolezza che non sarebbe mai sfuggito al destino passionale del suo autodistruggersi.

Piero Ciampi aveva tutte le carte in regola per essere un artista e soprattutto per essere un poeta autentico che durante la sua breve esistenza ha diviso la sua cena e la sua fame con pittori ciechi, musicisti sordi, giocatori sfortunati, scrittori monchi.

Carmelo Bene quando morì Piero Ciampi scrisse: «Come al solito, scompare una delle persone eccezionali che abbiamo e ci si accorge di lui troppo tardi».

Con lui se ne è andato un poeta che aveva scavato come pochi nella disperazione e nel disincanto della vita, intuendo che essa è una cosa che prende, porta e spedisce.

Un poeta bohème e inattuale che ancora oggi ci lascia addosso un appassionato senso di malinconia e inquietudine tutto da ascoltare, da leggere e da capire una volta per tutte.

«Tu / spiegandomi / che la vita / è una cosa / seria / mi implorasti / di ignorare / il tuo pensiero».

Teniamocele strette al cuore queste 53 poesie di Piero Ciampi, il poeta che viveva male la sua vita ma lo faceva con tanto amore.

Evento a cura di Lamantica Edizioni

Il muro sottile

Sabato 20 Febbraio alle ore 16 presso l’Antica Osteria del Fico (via Guido Grandi 12, Cremona) si terrà la presentazione del libro Il muro sottile di Marco Ghizzoni, edito da Oligo. Dialogherà con l’autore Claudio Ardigò. Letture a cura dell’attore Massimiliano Pegorini.

D’istanti

Domenica 25 Ottobre 2020 alle ore 17 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona) Mattia e Giulia Cabrini ci proporranno letture da “D’istanti”, libro di pensieri e riflessioni sul lockdown.

Fossili e storioni

Quattro stagioni passate su una casa galleggiante sul fiume più lungo d’Italia. In “Fossili e storioni” lo scrittore ci racconta un anno vissuto a pelo d’acqua, sulla casa galleggiante sul Po, a cogliere i minimi cambiamenti della natura e i versi degli animali, ad ascoltare le storie dei vecchi pescatori e i sogni di Jenny la cantante, a vedere uomini remare in canoa o con una muta addosso procedere verso la foce. Un anno di apparente solitudine si trasforma – attraverso la parola scritta – nell’elegia degli spazi vuoti. Ognuno ha le proprie ragioni per stare sul fiume o fuggirne, ognuno ha la propria visione dell’acqua. In queste pagine, invece, nessuna fuga, nessuna ricerca di se stessi, piuttosto un resoconto, tra contemplazione e spirito d’avventura, grazie al quale ci si accorge che ogni luogo può essere unico. Basta saperlo guardare. Dopo “La vita segreta dei mammut in Pianura Padana”, Davide Bregola torna a raccontarci di noi immersi nel tempo e nella natura.

Marco Ghizzoni dialoga con l’autore. Si consiglia la prenotazione

Domenica 25 Ottobre 2020 alle ore 16 al Circolo Arci AmiciDelPo di Monticelli d’Ongina, in via Meucci 30

Con l’eco dei treni

Un viaggio che raccoglie parole di semplici cittadini, amanti del treno, persone, in un cocktail di ricordi e speranze, a cavallo delle province di Udine e Pordenone. Percorrere a piedi i 74 km che si snodano lungo la linea ferroviaria che va da Sacile fino a Gemona del Friuli, calpestando una ad una tutte le traversine della Pedemontana, segna l’anima. Nulla è più ritmato dello spostarsi a piedi su una linea ferroviaria: rumore di ciottoli, passaggi a livello, segnali di avviso e protezione, cartelli distanziometrici, immaginari sbuffi di locomotive. Tutto in un concerto unico di vedute mozzafiato, capolavori architettonici e tanta, tanta fatica e bellezza.

Sabato 24 Ottobre alle ore 17:30 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

Parigi, e un padre

Una Parigi lontana, quasi irreale nella sua metafisica bellezza. Un viaggio della memoria sulle tracce di un’ombra tanto ingombrante quanto sfuggente. Un padre in fuga nella Ville Lumière dei primi anni Cinquanta. Un figlio che lo insegue attraverso il labirinto dei ricordi, nelle vie di una Parigi popolare e anarchica, dove benessere e povertà coesistevano in pieno centro, non ancora trasformato in un salotto per turisti. Una lotta contro la rapina del tempo, per ricomprendere il proprio passato. Federico Pani dialoga con l’autore. In ottemperanza alle norme anti-covid la prenotazione è obbligatoria. Telefonare o inviare messaggio al numero 3383287971

Giovedì 22 Ottobre 2020 alle 18 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

Temi e variazioni

Con Temi e variazioni, secondo classificato al concorso biennale “Percorsi letterari…” di La Spezia per le raccolte poetiche inedite, prosegue la linea d’incontro tra musica e parola di Diego Pederneschi. Con il sistema enigmistico della frase a sciarada, da una breve frase in versi ne nascono altre: sempre uguali ma sempre diverse per accenti, pause e senso. Il risultato è un divertissement che ben si attaglia alla performance dal vivo.L’autore dialogherà con Paolo Bonini, al flauto Marco Rozzi.

Domenica 18 Ottobre h 17 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona)

La bambina dagli occhi di ghiaccio

Mentre sta tornando dal lavoro, immersa nei suoi pensieri, Clara è riportata alla realtà da una brusca frenata dell’autobus su cui sta viaggiando. Qualcosa la spinge a guardare fuori dal finestrino appannato ed è allora che la vede per la prima volta. La bambina dai lunghi capelli scuri è ferma sul marciapiede sotto la pioggia battente, avvolta in un vecchio cappottino grigio ormai fradicio. Tanto magra e pallida da sembrare malata. Poi, repentinamente come è apparsa, scompare alla vista. Rimasta orfana dopo che un terribile incidente stradale le ha strappato entrambi i genitori e la sorellina che ancora doveva nascere, la vita della giovane Clara, fino all’apparizione della bambina, scorreva apparentemente tranquilla in un’anonima cittadina di provincia. Da quel momento in poi però inizia ad avere spaventose visioni e a essere perseguitata da sinistre presenze. Chi è la ragazzina dagli occhi di ghiaccio? Cosa vogliono i morti da lei? Perché le chiedono di scavare nel suo passato? Per rispondere a questi interrogativi, con l’aiuto di Samantha, l’amica di sempre, cerca di fare luce su questi accadimenti, portando a galla un raccapricciante mistero che coinvolge la loro comunità e le rispettive famiglie.

Sabato 17 Ottobre h 17:30 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona) Mattia Mariotti dialoga con l’autrice Alessandra Boldini.

Replay

Domenica 11 Ottobre alle ore 17 al Bar Campi (Corso Campi 67, Cremona) l’autore Marco Gelmetti sarà a dialogo con Claudio Ardigò. Di seguito la trama del romanzo:J ha trentaquattro anni, un buon lavoro e un sogno – quello di fare il musicista – che è a un passo dal naufragare. Per non diventare adulto, ha costruito attorno a sé un mondo fatto di serate al bar con gli amici, scontri sovrumani a calciobalilla e partite ai videogame. Ma nella sua mente vivono tre fantasmi: Luna, la sua ex ragazza, Skorpio, l’imbattibile rivale al biliardino e Garius, l’avversario immortale dell’ultimo schema di Dragon Nights. Quando una spirale di eventi inaspettati travolge la sua vita, per J arriva però il momento di affrontare quei fantasmi e fare i conti con la realtà.