“3/4 d’amor “
Con questo titolo piuttosto curioso, i due artisti Corrado Coccia (cantautore scrittore), e Claudia Gaetani (poetessa scrittrice), presenteranno il loro lavoro parallelo ma allo stesso tempo indipendente.
Un disco ed un libro. Identiche copertine, identici titoli delle canzoni e delle poesie. Due modi differenti per raccontare un amore. Scoprirete assistendo a questo evento, il perché di “3/4 d’amor “e di questa collaborazione tra due artisti che si stimano.
Sabato 31 luglio alle ore 17:30 presso il Bar Campi presentiamo il libro di Nicola Lupi, “Nebù non ha paura”, libro il cui ricavato va in beneficenza all’associazione Occhi Azzurri che il cui fine è quello di far conoscere una patologia genetica che colpisce i bambini in modo da prestare sostegno alle famiglie.
 
Nebù è una coccinella diversa da tutte le altre: la sua livrea non ha i puntini neri, ma una macchia che sembra una nuvola. Questo la espone ai pericoli della natura, perciò Nebù sa che dev’essere molto coraggiosa. E l’occasione per mostrarlo le si presenta un giorno, quando il merlo Nerino Spaccagusci, terrore del prato, rimane impigliato in una rete e rischia di essere mangiato da un gatto. Nebù sceglie di aiutarlo. E così imparerà a superare i pregiudizi e riuscirà a realizzare i suoi sogni
Venerdì 30 luglio al Bar Campi alle ore 18:00 presentiamo il libro, “Trash” di Martino Costa.
Sullo sfondo di una lotta sindacale, in una città gradualmente sommersa dai rifiuti, si staglia un intreccio di storie. La dignità del lavoro, l’opacità del potere, la via breve e distruttiva del crimine, l’immigrazione, la lotta quotidiana per la sopravvivenza e l’amore, nelle sue mille sfaccettature, sono i temi che si rincorrono in questo romanzo corale, che prende vita nella periferia del nordest italiano, tra colline di vigneti, complessi industriali e cantieri in perenne espansione.
Duplice è la spazzatura in Trash: quella concreta, che ammorba strade, persone, case, e che cresce senza sosta con il perdurare dello sciopero degli addetti alla raccolta rifiuti, nel cui quadro si svolge la vicenda. E poi, quella metaforica: la spazzatura umana, formata dai reietti, prostitute, extracomunitari, ex tossici… Tutti quelli insomma che non possono sperare in nessun ascensore sociale, che sono destinati a restare perennemente degli scarti.

Federico Pani dialoga con l’autore

53 poesie

Domenica 25 luglio alle ore 18:15 all’Antica Osteria del Fico, presentiamo il libro, “53 poesie” di Piero Ciampi, Lamantica edizioni.

Piero Ciampi è stato il cantautore più immeritatamente emarginato del mondo musicale italiano. Di lui dicevano che era stonato, che scriveva canzoni malinconiche, sgradevoli, popolate di vinti e di infelicità. Gli davano del presuntuoso e dell’antipatico e ai perbenisti e gli ipocriti dava fastidio la sua ubriachezza.

Le invettive del livornese maledetto sono dardi che ancora oggi non fanno prigionieri.

Di Piero Ciampi si è detto troppo e troppo male. Ciampi prima di tutto è stato un poeta. Di sé egli diceva «Sono un poeta». Troppo amava la poesia fino al punto di rivendicarlo come diritto assoluto della sua identità. Lui pretese che la qualifica di poeta finisse anche sul passaporto.

Non ha avuto una vita facile e tranquilla, le sue canzoni irriverenti disturbavano, i suoi versi taglienti e la sua vicenda bizzarra e esistenziale erano considerate scomode e quindi da emarginare.

Piero Ciampi è stato un artista che in vita ha conosciuto una forma malvagia di oblio e di ostracismo. Questo è capitato spesso a quei pochi grandi poeti che vale la pena ricordare. Ciampi prima di tutto questo era, un grande poeta che non si è mai risparmiato davanti alla vita che lo ha consumato fino alla distruzione.

«Io sono un poeta, sempre anche quando sbaglio lo faccio da poeta. E posso fare e dire quello che mi pare perché sono un poeta».

Prima o poi con questo grande e incompreso genio bisogna fare i conti. La voce indimenticata del livornese Piero Ciampi oggi ritorna grazie a Lamantica edizioni.

La piccola casa editrice bresciana, fondata da Giovanni Peli, ripubblica 53 poesie, la raccolta poetica di Ciampi ormai da tempo fuori catalogo. La prima edizione è del 1973 e la pubblicò la RCA.

Oggi torna in un volume elegante a cura Enrico De Angelis e con un’introduzione di Diego Bertelli.

Un’ occasione per rileggere la sua travagliata e inquieta vicenda esistenziale che è stata sempre il centro della sua vita d’artista.

«Le 53 poesie- scrive Bertelli come il resto della sua opera, sono espressione di quello che ha provato, sentito, vissuto. Tutto ciò senza la posa compiaciuta di un certo tipo di letterato. Se di stile possiamo e dobbiamo parlare, esso risponde in prima istanza a regole interne più che inserirsi nel solco di una tradizione specifica».

Ciampi considerava le sue poesie – canzoni un’alternativa al delitto. Egli canta perché non vuole ammazzare. Ma canta soprattutto perché una sera ha visto Montand che ha fatto uno spettacolo con un bastone e un pianoforte.

Di questo poeta e di questo straordinario e scomodo cantore è rimasto poco e la sua grandezza irriverente è stata dolosamente dispersa.

La sua voce macerata, il timbro roco e fondo delle sue parole assassinate dall’alcol, la sua insolenza euforica e capricciosa, sono qui nelle sue ballate disperate di malinconia che raccontano la sua esistenza eccentrica di uomo e poeta estremo che ha vissuto nella consapevolezza che non sarebbe mai sfuggito al destino passionale del suo autodistruggersi.

Piero Ciampi aveva tutte le carte in regola per essere un artista e soprattutto per essere un poeta autentico che durante la sua breve esistenza ha diviso la sua cena e la sua fame con pittori ciechi, musicisti sordi, giocatori sfortunati, scrittori monchi.

Carmelo Bene quando morì Piero Ciampi scrisse: «Come al solito, scompare una delle persone eccezionali che abbiamo e ci si accorge di lui troppo tardi».

Con lui se ne è andato un poeta che aveva scavato come pochi nella disperazione e nel disincanto della vita, intuendo che essa è una cosa che prende, porta e spedisce.

Un poeta bohème e inattuale che ancora oggi ci lascia addosso un appassionato senso di malinconia e inquietudine tutto da ascoltare, da leggere e da capire una volta per tutte.

«Tu / spiegandomi / che la vita / è una cosa / seria / mi implorasti / di ignorare / il tuo pensiero».

Teniamocele strette al cuore queste 53 poesie di Piero Ciampi, il poeta che viveva male la sua vita ma lo faceva con tanto amore.

Evento a cura di Lamantica Edizioni