Viaggio sentimentale nella Cremona dei desideri

“Viaggio sentimentale nella Cremona dei desideri” che non è un volume di storia. Non è una collezione di tradizioni cremonesi. Non è neppure una guida turistica della città. Non vuole esserlo. La guida ha un sapore didascalico, didattico e freddo. Si limita all’impersonale ed è precisa fino alla noia. Il Viaggio ha sapori e gusti diversi. Allegro e malinconico. Ironico e picaresco. Dotto e fantastico. I quadri, in dieci tappe, si susseguono e si arricchiscono di ricordi, sentimenti, partecipazione emotiva, ammirazione per la vita che scorre. Il viaggio inizia dal quartiere dove l’autore è nato. Termina a fianco della Cattedrale. Segue l’immaginaria linea rossa delle mura della città. Vicende umane che hanno segnato la vita dell’autore come quella di questa comunità. È un passato che riaffiora e mai dimenticato. Rispunta come ‘vissuto’ e contemporaneamente è faro per il presente e, ancora di più, via da seguire nel futuro. Bisogna mantenere la ‘barra’ diritta. Non ci si può perdere nella tempesta del tempo attuale che tende a rimuovere valori mai negoziabili come la democrazia, la libertà, la solidarietà, la cultura e l’amore per l’arte in tutte le sue forme. Per descrivere tutto questo è stato scelto un tono ‘minore’ che non è sinonimo di inferiorità. Al contrario è cifra esistenziale della città di Cremona. Un’infinita processione di uomini e donne semplici, di piccoli e grandi artisti, di personaggi storici più o meno conosciuti, accompagna il ‘viandante’ nel peregrinare tra le mura ‘domestiche’

La musica sacra

Cercare di descrivere cosa sia realmente la musica sacra è un compito assai arduo: infatti nell’accingersi a definire il terreno da indagare non ci si trova davanti ad un genere o ad una forma in particolare (quali potrebbero essere la Sinfonia, il Concerto, la Messa, l’Oratorio), ma a tutto ciò che non è profano.
È parso utile, quindi, circoscrivere l’argomento a ciò che per un certo periodo — grossomodo dal Concilio di Trento (1545-1563) sino a quello Vaticano II (1959-1965) — pareva chiaro si intendesse con musica sacra nel mondo cattolico. 
Si è cercato di privilegiare l’estetica musicale che ha portato alla formazione di repertori precipui, avallati dai sigilli apostolici di alcuni grandi pontefici (Giovanni XXII, Benedetto XIV, Pio X…).
Il compasso cronologico esaminato copre all’incirca tredici secoli di storia (partendo dal XXI secolo, passando per i secoli VIII-XIX, e ritornando al XX secolo).
Desiderando dissipare “l’alone stantìo di sacrestia”, che molto spesso viene associato alla musica ecclesiastica, si è posta attenzione all’aggiornamento musicologico riguardante alcuni particolari aspetti del repertorio musicale (la teoria modale, la figura di Guido D’Arezzo, la trattatistica inerente alla polifonia delle origini, l’interpretazione del documento apostolico trecentesco «Docta sanctorum patrum», etc.).
In appendice al volume vengono forniti i testi integrali dei due più significativi documenti apostolici sulla musica sacra apparsi nel secolo scorso: il Motu proprio «Inter pastoralis officii sollicitudines» del sommo pontefice Pio X sulla Musica Sacra (22 novembre 1903) e la Costituzione sulla sacra liturgia «Sacrosanctum Concilium» (4 dicembre 1963): capitolo VI, la Musica Sacra.

Lava jato

Il 17 marzo 2014 la Policia Federal di Curitiba compie la prima operazione contro un gruppo di trafficanti di droga che si occupavano di trasferire illecitamente denaro all’estero. Lava Jato è la più grande inchiesta contro la corruzione del continente sudamericano. Un’indagine che in poco più di due anni ha coinvolto oltre 500 persone, appartenenti al fior fiore della classe dirigente verdeoro. Politici, parlamentari, alti funzionari, banchieri e anche due ex Presidenti della Repubblica. Una Tangentopoli capace di far capitolare il governo più progressista che il Brasile ha mai avuto e di portare al potere il Presidente più conservatore dell’intera storia democratica latinoamericana. Con una narrazione diaristica l’autore ricostruisce l’evoluzione dell’inchiesta Lava Jato, soffermandosi su tutti i punti rimasti ancora oggi in chiaroscuro.

Dall’inferno

Domenica 31 ottobre al Lord Caffè di C.so Garibaldi, 97 alle ore 17:00, la Libreria del Convegno presenta il libro di Cosimo Argentina e Orso Tosco “Dall’Inferno. Due reportage letterari”, edito da Minimum Fax .

Nel primo racconto, “Umè”, l’autore pugliese torna a narrare la sua Taranto, raccontando l’Ilva attraverso un ragazzo che una sera si reca in fabbrica alla ricerca di colui che deve insegnargli le arti del mestiere iniziandolo al lavoro da operaio. Le peregrinazioni del protagonista fra reparti e colate d’acciaio, personaggi mefistofelici e poveri diavoli, ricordano un’Odissea joyciana mentre lo stile di scrittura che accosta l’italiano a dialetto pugliese, ricorda i pastiche letterari di Luis Ferdinand Céline.

La tematica trattata è quella della lotta operaia, da cui emergono anche le contraddizioni e le macchinazioni operate da coloro che stanno ai piani alti dell’azienda ma il tutto utilizzando un tono talvolta comico che scaturisce spesso dalle parole dei personaggi che tendono a sdrammatizzare per sopravvivere alla vita che è toccata loro in sorte.

Orso Tosco, in “Bestin” narra Genova attraverso le vicende del protagonista del racconto, un ragazzo con problemi neurologici dalle cui parole e pensieri emerge una città visionaria e disincantata ma anche prepotentemente dura e realistica. Il fil rouge è infatti l’esistenza degli outsider che abitano il capoluogo ligure, di cui emerge un ritratto quasi da città invisibile calviniana.

Sullo sfondo di tale narrazione compare anche la recente ed attuale tragedia del crollo del ponte Morandi che da un momento all’altro sparisce dalla città, fatto che suscita i sensi di colpa del protagonista che come mitologico Atlante si carica la città sulle spalle osservando quotidianamente le coordinate e lo spostamento millimetrico dei suoi edifici e monumenti perché crede che dal loro equilibrio dipenda quello politico globale e mondiale.

Questi due reportage letterari hanno in comune la narrazione di vite di outsider, calate nella nostra contemporaneità, narrati secondo visioni e stili diversi ma che nella loro eterogeneità ben esprimono ciò che i due scrittori vogliono comunicare ai lettori.

Novena

Dopo aver colmato il mondo con Ovunque sulla terra gli uomini, Marco Marrucci gioca qui di sottrazione, ideando nove atti di una pirotecnica fenomenologia dell’impresenza in cui è lui stesso a cadere nell’eterna illusione (e nel compito) del buon raccontista: declinare l’invisibile

Perché i racconti di Novena possano recitare la loro cadenzata preghiera il lettore di questa raccolta sarà costretto ad ascoltare sempre, bisbigliata e talvolta sinistra, una seconda voce sotto traccia. Perché possa guardare al centro esatto di queste storie dovrà fissare lo sguardo dritto nel punto cieco che le parole, spesso a malincuore o controvoglia, sembrano indicare. Perché riesca a comprendere le allucinazioni che inesorabilmente attirano i suoi personaggi nel baratro gli toccherà cercare fra gli scricchiolii, i brividi, le ombre, i sospiri, addirittura fra le righe e oltre i confini della pagina. Che siano persone care e irraggiungibili, presenze fantasmatiche e inquietanti, animali mitologici o domestici; che siano oggetti minacciosi, luoghi inarrivabili, riti magici o azioni miserevoli; che siano paure indefinite, solitudini desertiche, obblighi disperati, amori platonici: ognuno di questi nove episodi sembra destinato a dover volteggiare attorno a un vuoto, a modellarsi a partire da un che di impalpabile, a prendere forma precisamente intorno a un’assenza.

Distanze obliterate

In che modo la velocità della Rete, gli effetti del media shock e tutte le affascinanti promesse del web – come accorciare le distanze o ridurre i tempi di comunicazione – hanno cambiato il modo di fare poesia e hanno influito sul senso di identità e di relazione di ciascuno? I testi raccolti in questo volume, scritti da poeti nati tra il 1940 e il 1999, provano a tracciare alcune possibili traiettorie di senso per rispondere a questa domanda e fare nascere altre quesiti capaci di alimentare consapevolmente il dibattito intorno a poesia e Rete. Il volume si articola in due sezioni: la prima è dedicata agli omaggi di poeti affermati che hanno concesso alcuni contributi inediti sul tema; la seconda ospita invece gli inediti di poeti che hanno risposto alla call per la composizione del volume e che sono stati ritenuti meritevoli di farne parte dal comitato editoriale di Alma Poesia, che si è occupato anche della stesura di commenti critici che intervallano i testi delle autrici e degli autori proposti. Distanze obliterate. Generazioni di poesie sulla Rete, in un viaggio tra le generazioni, prova a riassumere in sé le diverse accezioni del rapporto poesia-Rete.

Ciclisti che hanno fatto la storia del ciclismo

Il volume illustrato racconta la storia del ciclismo e dei suoi protagonisti dalle prime gare dei pionieri della seconda metà dell’Ottocento per arrivare alla Prima Guerra Mondiale con i campioni del Tour de France e del Giro d’Italia. In appendice una breve storia della bicicletta e della nascita delle grandi corse ciclistiche.

Santi numi

Immaginiamo di prendere alcune storie di santi che sono patrimonio, conscio e inconscio, della nostra cultura anche iconografica e spostarle ai giorni nostri; di prelevare in qualche modo alcune figure dalla Bibbia e dalle grandi raccolte agiografiche della tradizione tardoantica e medievale e trasferirle più o meno verso la fine del secolo scorso. Così Giona, Giuditta, Paolo il Semplice, i monaci del deserto, sant’Ambrogio, ma anche Maria, Zaccaria, Elisabetta e san Francesco diventano personaggi contemporanei. Dodici racconti lunghi e altri brevi fanno diventare santi e beati gente di paese, uomini e donne vissuti nella valle del Po non si sa se per davvero o per finta. Qualcuno possiede un sistema infallibile per separare il vero dal falso? Se quei martiri, beati, santi che si sono fatti amputare, martirizzare, che hanno scelto l’ascesi e la follia, facessero le stesse cose oggi, cosa penseremmo di loro? Ci verrebbe da sorridere e, quindi, ci farebbero pensare. Sono storie che mescolano stati d’animo e generi, proprio come avviene negli antichi testi: la commedia, la tragedia, l’orrore, il misticismo, il riso, l’assurdo e tutto ciò che ci “ha reso come siamo, cioè esseri umani che stanno sulla terra col passo degli insetti, solo con le zampe più lunghe.

Le conseguenze

All’inizio degli anni Duemila, in un periodo di prosperità economica, Manus agricoltore di una contea dell’Irlanda centrale investe dei soldi in maniera avventata, contando sulla volontà dei figli di occuparsi dell’azienda agricola di famiglia. Pochi anni dopo, nel 2008, la crisi globale e la recessione mandano in fumo tutti i piani di Manus. Potrebbe dichiarare bancarotta, ma da uomo rispettabile qual è decide di non farlo, e lavora giorno e notte nei campi. 2014: Manus si ammala di cancro e rifiuta di curarsi, perché ritiene la malattia una punizione divina per i suoi errori. Hart, vero protagonista del romanzo, figlio minore di Manus, è rimasto a vivere a casa per dare una mano e soffre tremendamente nel vedere le condizioni del padre, mentre Cormac, fratello maggiore, non si rende conto della situazione poiché torna a casa solo raramente. Un giorno Manus convoca i figli e chiede loro di cercare nella Bibbia i passaggi in cui si fa riferimento al suicidio. I due capiscono quindi che il padre sta pensando di farla finita, ma, temendo le conseguenze del gesto, in quanto devoto cattolico, sta chiedendo loro di aiutarlo. Attraverso le vicissitudini, anche giudiziarie, di questa famiglia, in un susseguirsi di dinamiche di amore/odio, Caoilinn Hughes tocca da vicino il topos del suicidio assistito, con uno stile narrativo dalla prosa ricchissima.