Leggere è Fico: Ettore Favini

Riprende Giovedì 3 Novembre la rassegna Leggere è Fico, frutto della collaborazione tra la libreria del Convegno e l’Antica Osteria del Fico in via Guido Grandi a Cremona.

Nell’occasione sarà presente l’artista cremonese Ettore Favini, che parlerà della sua pubblicazione Arrivederci, edita da Humboldt Books, di cui riportiamo di seguito la presentazine dal sito della casa editrice.

Gli incontri hanno inizio alle ore 21.

 

ARRIVEDERCI

Ho viaggiato in Sardegna per più di un mese, esplorando città e paesi alla scoperta di una delle più antiche tradizioni dell’isola e del bacino del Mediterraneo: la tessitura. Ho visitato più di venti laboratori tessili artigianali, ho incontrato stilisti, artigiani, tintori, amici e amici di amici. Queste visite sono state indispensabili per approfondire la conoscenza della materia che sto trattando: trama e ordito, che per me rappresentano una metafora della vita. Durante questo viaggio ho ricevuto in dono un centinaio di tessuti. Al mio ritorno via nave sono arrivato a Genova: un porto, l’inizio o la fine di un viaggio per chi parte o torna dalla Sardegna. A Genova ho scoperto l’esistenza di una grande tradizione di tessitura: gli arazzi broccati genovesi, il velluto di Zoagli, la tintura di indaco che ha creato, con la tela genovese, il mito del jeans nel mondo. Una volta ritornato in studio ho cucito insieme i tessuti e le storie, realizzando un monumentale arazzo che è dedicato non solo a chi ho conosciuto, ma a tutta l’Isola.
Il racconto che segue è il mio personale diario di viaggio […]: nelle mie intenzioni deve servire a dare un volto e una storia a ogni tessuto che ho raccolto o mi è stato donato. Senza questo racconto le opere in mostra sarebbero incomplete e le pezze da cui sono composte non avrebbero voce. (E.F.)

Questo libro accompagna la duplice personale dell’artista presso il Museo MAN (Nuoro) e il Museo Villa Croce (Genova), tenutesi nel 2016 e a cura di Chiara Vecchiarelli, autrice di uno dei testi inclusi nella pubblicazione insieme a quelli di Ilaria Bonacossa, Lorenzo Giusti, Antonio Marras e Ettore Favini.

Ettore Favini è nato a Cremona nel 1974. Le sue opere raccontano la relazione tra le persone e il loro ambiente e sono solitamente specifiche al luogo dal quale originano, frutto di un processo di crescita che ne fa degli organismi vivi, mai conclusi: dispositivi di visione in cui l’opera partecipa alla vita e il fruitore ne diventa parte attiva. Vincitore del Premio Artegiovane delle Camere di Commercio di Milano e Torino (2005) e del Premio New York della Columbia University (2007), Favini è stato finalista al Premio del Castello di Rivoli (2009) e ha vinto con Antonio Rovaldi il 48° Premio Suzzara (2013). Ha esposto, tra gli altri, al Museo d’arte contemporanea Villa Croce, Genova; MAN, Museo d’arte della provincia di Nuoro; Italian Academy della Columbia University, New York; ISCP, New York; Ocat, Shanghai; SongEun Art Space, Seoul; Centre for Contemporary Art Futura, Praga; Manifesta 9 Parallel events, Genk; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Villa Panza, Varese; GAM, Galleria d’Arte Moderna, Milano; PAC, Milano; MAGA, Gallarate; Santa Maria Maggiore, Bergamo; CCC Strozzina, Firenze; Villa Medici, Accademia di Francia, Roma; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; American Academy, Roma; Fondazione Olivetti, Roma; Museo Riso, Palermo. È docente nel Corso di Visual Arts di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

 

Ultimi giorni di “Presenze fotografiche”

La mostra Presenze Fotografiche di Corrado Ninzotti sarà visitabile fino a Domenica 30: sono gli ultimi giorni per vedere i ritratti e le altre opere del fotografo cremonese.

Ne approfittiamo per informarvi che la libreria del Convegno sarà chiusa martedì 1 Novembre in occasione della festività di Ognissanti.

#io leggo perchè dal 22 al 30/10

Vi ricordiamo che da sabato 22 a domenica 30 ottobre nella nostra libreria sarà possibile acquistare libri da donare all’IIS Ghisleri di Cremona, scuola gemellata grazie alla collaborazione del prof. Michele Torresani. Non solo. Gli editori raddoppieranno i libri acquistati dagli italiani, mettendo a disposizione degli istituti un numero pari di volumi. L’obiettivo comune è di popolare di migliaia di testi le biblioteche degli istituti scolastici che avranno aderito al progetto e ne avranno fatto richiesta.

Il tè delle cinque – Ottobre 2016

Domenica 23 ottobre, alle 17:00, vi invitiamo alla libreria del Convegno per chiacchierare de Il delitto del conte Neville di Amélie Nothomb Nothomb e de Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne (ma anche per conoscere il romanzo che ha accompagnato la vostra estate) in compagnia di ottimo tè e decidere insieme quali letture accompagneranno gli incontri successivi. Siete tutte e tutti benvenuti e non dimenticate di portare la vostra tazza preferita!
Per informazioni potete telefonare a Claudia (348 7226863) o alla Libreria del Convegno (0372 32234).
Vi aspettiamo!

Evento a cura di Arci Cremona, PETER’S TeaHouse Cremona e libreria del Convegno

Gli Argonauti

Una storia di una vera potenza e forza che narra del vissuto dell’autrice americana Maggie Nelson che sceglie di sposare l’artista americano transgender Harry Dodge.

Il titolo del libro, “Gli Argonauti”, pubblicato da Il Saggiatore, nasce da una frase del filosofo francese Roland Barthes, riportata nelle prime pagine del libro, intessuto di citazioni di altri filosofi e sociologi del 900 come Jacques Lacan, Gilles Deleuze, Ludwig Wittgenstein, Judith Butler e altri, che fungono a sostegno della storia e dei temi che l’autrice traccia, delinea e descrive di pagina in pagina.

Questo libro è la narrazione in primis di una stupenda storia d’amore e delle difficoltà, criticità ma anche dei piaceri che essa comporta.

Sullo sfondo della storia campeggia la quotidianità dell’autrice e la sua carriera di dottorato all’università americana Weslayan nel Connecticut.

Un libro a mezza via fra romanzo, memorial e saggio psico-filosofico che riflette su temi attualissimi come la diversità e la battaglia di una generazione che ancora sta lottando per l’ottenimento dei propri diritti.

Il gatto Murr

Se il tuo gatto iniziasse ad apprendere nozioni scientifiche che sorreggono l’universo e se tu invece di impedirgli di fare tutto ciò lo incoraggiassi, come a percepire e sentire che in lui alberga un animo umano e una facoltà di comprensione e ragionamento, tipica invece sino ad ora dell’uomo…

Questa, in sintesi la trama del romanzo fantastico di ETA Hoffmann, Il gatto Murr, edito da L’orma editore nella collana Hoffmaniana, interamente dedicata all’autore tedesco e che in parte alberga nella nostra vetrina.

Romanzo in sostanza ottocentesco, ma moderno per impianto di costruzione dellastoria, temi affrontati e atmosfere che evoca.

Un vero capolavoro dell’epoca moderna, ancora attualissimo, piacevole e divertente da leggere ai giorni nostri!

Mettiamo a “Soccuadro” la libreria del Convegno

Umorismo a fumetti a Cremona!! Per i pochi che ancora non hanno avuto il piacere di conoscerla, gli autori di Arcicomics presentano la rivista “Soccuadro” (rigorosamente con due C): un divertente “pasticcio tipografico” che tra storie, vignette e strisce umoristiche, mette alla berlina il nostro tempo, cazzeggiando tra il serio (poco) e il faceto (molto). Un’occasione più rara che unica per conoscere una giovane e bella realtà creativa.

Domenica 16 Ottobre alle ore 17 presso la libreria del Convegno

Il regime dei pellegrini

Ivana Brusati presenterà il suo nuovo libro Il Regime dei Pellegrini, traduzione fedele, dal latino, del libro duecentesco di Adamo da Cremona, primo tra gli autori occidentali a scrivere di “salute e benessere” come da moderna definizione. Attuale nonostante il tempo trascorso, di facile consultazione, immancabile soprattutto per quelle persone attente proprio stile di vita.
Vi attendiamo il 14 Ottobre p.v. alle ore 15,30 nella sala Quadri di Palazzo Comunale

Cremonaletteratura

Lyceum Club Internazionale Cremona organizza Sabato 15 e Domenica 16 Ottobre presso l’Archivio di Stato una serie di incontri sul tema: dove va la letteratura italiana? Saranno presente Alfonso Berardinelli, Giorgio Ficara, Chiara Fenoglio e Raffaello Palumbo Mosca. L’evento è a cura di Giovanni Catelli.

Incontro con Anna Maccabelli su Giovan Battista Natali

Proseguono le Domeniche del Convegno con l’incontro a cura della prof.ssa Anna Maccabelli: Una nuova fonte per la Storia dell’Arte, il Trattato Vaticano di Giovan Battista Natali Memorie e saperi di un artista cremonese del Seicento.

Anna Maccabelli si è laureata con lode presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi proprio sulla famiglia cremonese dei Natali. Ha insegnato Storia dell’Arte presso il Liceo Artistico “Bembo” di Cremona e presso il Liceo Classico-Linguistico “M. Gioia” di Piacenza; insegna tuttora, dal 1990, presso il Liceo “Manin” di Cremona. Svolge inoltre attività di divulgazione come conferenziere.
Ha sviluppato attività di ricerca (dal XV al XVIII secolo) con pubblicazioni su Cataloghi, Riviste e Guide, tra le più significative si ricordano: il contributo al Catalogo sulla Mostra dei Campi (1985), quello su Omobono, la figura del Santo nell’iconografia (1999) e quello sul Catalogo del Seicento della Pinacoteca Ala Ponzone (2007) e, in uscita, sul Catalogo della Mostra su J. Torriani. Ha collaborato con propri saggi alle riviste “Cremona”, “Strenna dell’ADAFA” e La scuola classica di Cremona”. Si segnala, inoltre, la sua collaborazione all’Enciclopedia delle Donne on line e la pubblicazione dell’ultima, aggiornata Guida su S. Sigismondo (2015).
Si segnala, in particolare, che i suoi studi hanno consentito una ridefinizione dell’arte cremonese del Seicento, soprattutto in Cattedrale con lo studio dei suoi altari e l’attribuzione della decorazione delle sue più importanti cappelle – quella del SS.mo Sacramento e di S. Giovanni Battista – a Carlo Natali e non più al Cinquecento. Le si deve, inoltre, l’aver fatto chiarezza tra le due distinte famiglie dei Natali, quella cremonese e quella dei quadraturisti casalesi, che in precedenza erano confuse.

Figlio d’arte – di Carlo Natali, incisore, pittore e architetto della Cattedrale – Giovan Battista Natali (Cremona, 1630- Roma, 1696) ne eredita le professioni e la carica in Duomo, aggiungendovi le attività di ingegnere e di scenografo – cosa quest’ultima che si ignorava –, alla quale oggi possiamo aggiungere quella di trattatista: la pubblicazione reca, infatti, la trascrizione del suo manoscritto (ms. Vat. Lat. 10305) conservato alla Biblioteca Apostolica Vaticana. Tutto ciò fa di lui un protagonista dell’arte cremonese del Seicento, anche per il ruolo che seppe interpretare di mediatore tra la Provincia – tale era ormai Cremona nel XVII sec. – e i più grandi centri di elaborazione artistica: il capoluogo Milano, ma anche Venezia – cosa di cui ci informa il manoscritto e prima ignota – ma soprattutto Roma, con cui mantenne sempre vivo il legame fino a stabilirvisi definitivamente. Da lì venivano i suoi contatti con Gerolamo Rainaldi, in campo architettonico, e, in quello pittorico, con l’austriaco Johan Paul Schor, che lo iniziò al barocco più cortonesco, che egli dovette innestare sulla pittura eclettica del lucchese Pietro Ricchi e sul forte naturalismo di Pietro Martire Neri (i nomi degli artisti elencati sono indicati come propri maestri dallo stesso Natali). Dell’artista oggi conosciamo anche il suo volto, grazie al ritratto inciso da Cesare Agostino Bonacina recuperato dal dr. Fasani; esso avrebbe dovuto ornare il Trattato, che forse si intendeva dare alle stampe, anche se lo scopo dichiarato dall’artista era quello didattico, per acculturare i figli ed iniziarli all’arte sia dal punto di vista tecnico che estetico, ma anche da quello iconografico: una sezione del manoscritto riassume, infatti, i contenuti di testi sacri e profani da cui trarre ispirazione. In effetti, nel proprio lavoro Natali condensa tutte le conoscenze accumulate, che appaiono decisamente ampie ed articolate, come è ricca la bibliografia di testi che modernamente egli viene elencando nelle tre sezioni in cui si articola il Trattato. Le ricerche archivistiche aggiunte dalla curatrice alla trascrizione del testo seicentesco – il lavoro è preceduto da una vera e propria monografia dell’artista – consentono inoltre di precisare meglio il quadro della genealogia familiare nataliana, che comprende anche altri artisti (i Natali erano parenti dei Pesenti) e di avere quindi un panorama più completo dell’ambiente cremonese del tempo.