Il Sommo Eterno Bene

Domenica 29 Settembre alle ore 17 Rino Maenza e Susanna Fadini parlano di Carmelo Bene.
L’incontro verterà sulla figura a tutto tondo di colui che è forse stato il più grande, appunto, Sommo “artefice supremo” del Novecento che ha operato in più ambiti dal teatro, passando dal cinema, radio per arrivare anche alla letteratura.
I libri di cui si parlerà durante l’incontro e già disponibili in libreria sono:

1) Il Sommo Bene
2) Dalla Puglia all’Eterno Bene
La Lectura Dantis di Carmelo Bene
3) La Lectura Dantis

V’attendiamo numerosi!!!

Il Tai Ji Quan con Luigi Ginevra

Sabato 28 settembre alle ore 17:30 Luigi Ginevra parlerà del Tai Ji Quan.

Il Tai Ji Quan sta diventando, al pari dello Yoga, una disciplina sempre più diffusa e quasi di “moda”. Alcuni dicono che serve per rilassarsi, altri che fa bene alla salute, per alcuni serve per evadere dalla realtà opprimente di tutti i giorni. Ovviamente c’è molto più di questo. Si vuole proporre in questo incontro attraverso la presentazione di tre fra i più autorevoli testi di riferimento sull’argomento una visione realistica di questa profonda disciplina Marziale. Al fine di spiegare bene di che si tratta ci avvarremo della competenza di uno dei migliori insegnanti di Tai Ji Quan di Cremona: Luigi Ginevra della Associazione La Fenice a.s.d.

Luigi Ginevra, classe 1968. Oltre 25 anni di pratica di Tai Ji Quan, più di 10 anni di insegnamento. Si è diplomato presso la Scuola di Tai Chi Chuan Cheng Man Ch’ing Italia diretta dal Maestro Massimiliano Biondi di Montecatini massimo esponente dello stile italiano. È inoltre allievo di Nei Gong del Maestro Flavio Daniele considerato il padre del Tai Ji Quan Italiano. Presiede la Associazione La Fenice a.s.d. di Cremona e insegna in Via Dante presso lo IAL Lombardia.
www.taijiquanfenice.it
info@taijiquanfenice.it

I giorni dei gattopardi, i giorni degli sciacalli

Domenica 22 settembre alle ore 17:00 alla Libreria del Convegno, Corso Campi n. 72,
Umberto Morando e Francesco Nuzzo presenteranno il volume “ I giorni dei gattopardi, i giorni
dgli sciacalli. Itinerario di un avvocato di provincia ” di Antonino Rizzo.
Sarà presente l’autore.
* * *
Cremona, Pavia, il Torrazzo e il Borromeo fanno da scenografia ai racconti di una vita da avvocato
“di provincia”. Avvocato cremonese e studente pavese.
Settantacinque anni di vita tra due fiumi – sotto il cielo di Lombardia, bello quando è bello, anche
quando la nebbia lo ingrigisce – con tanti ricordi di persone e di episodi raccontati con tenerezza ma
anche perfida schiettezza. Una coscienza – quella di Rizzo – libera con uno sguardo acuto e
sornione sul presente e sul futuro, illuminati dal passato.

Stéphanie Hochet – Il testamento dell’uro

Martedì 24 Settembre alle ore 18 a SpazioComune (piazza Stradivari) Stéphanie Hochet sarà intervistata da Cinzia Galli, conservatrice del museo di Storia naturale. Interverrà inoltre Roberto Lana, cremonese, che ha tradotto il suo ultimo libro Il testamento dell’uro, pubblicato da Voland.

Una giovane scrittrice accetta di andare a presentare i suoi libri a un festival letterario nel sud della Francia, dove incontra una serie di bizzarri personaggi. L’atmosfera vagamente inquietante del paese si coagula soprattutto attorno a Vincent Charnot, il sindaco, che si rivela una sorta di guru, un visionario intenzionato a lasciare un segno alla posterità dedicandosi a progetti culturali trasgressivi. A questo scopo offre alla scrittrice un incarico a dir poco strano: redigere la “biografia” di una specie estinta da secoli, l’uro, l’animale preistorico che aveva affascinato persino i nazisti, al punto da spingerli a tentare di riportarlo in vita. Convinta dall’abile e carismatico sindaco e dagli esemplari di uro che le è stato permesso di vedere in segreto, la donna inizia a scrivere, trovandosi ben presto coinvolta in una cospirazione che si tinge sempre più di nero.

Nata a Parigi nel 1975, Stéphanie Hochet ha esordito nel 2001. Autrice di undici romanzi e un saggio letterario, ha ricevuto il Prix Lilas (2009), il Thyde Monnier de la Société des Gens de Lettres (2010), e più di recente, nel 2017, il Prix Printemps du roman. Ha curato una rubrica per “Le Magazine des Livres” e collaborato con “Libération”. Attualmente scrive per il settimanale “Le Jeudi”.

Muse in musica

“MUSE IN MUSICA”: PERSONALE DI VALERIO BETTA AL CONVEGNO FINO AL 21 OTTOBRE – INAUGURAZIONE SABATO 21 SETTEMBRE ALLE ORE 17,15
CREMONA. “Muse in Musica”. È questo il curioso titolo della mostra personale del maestro Valerio Betta, fra i maggiori artisti valsabbini contemporanei, che si apre sabato alle ore 17,15 alla Libreria del Convegno. Negli spazi di Corso Campi l’artista di Nozza presenta una ventina di lavori recenti, per lo più a tema musicale. Nella produzione questo creativo ha grande importanza la confluenza fra pigmento e segno, interazione, questa sempre presente nella produzione di questo originale autore. «Le sue figure – spiega il curatore, Simone Fappanni – paiono fluttuare in uno spazio infinito, avvolgente, seppure ben identificabile. Un moto che avvolge, come in un inarrestabile rapporto meta-narrativo, queste figure, tanto che sembrano dialogare idealmente l’una nell’altra al ritmo di tinte dai colori accesi, a volte perfino iridescenti. Immagini mai didascaliche che possiedono una ben calibrata vivacità di tratto. Esse si rivelano connotate da un animo profondamente teso alla ricerca di un senso, quello dell’essere, che si pone oltre la mera plasticità timbrica. Singolare, nella ricerca creativa di Valerio Betta, è il fatto che i tratti somatici delle figure sono assenti. Ad esempio, conoscere chi attende l’affascinante modella dipinta nell’olio “L’attesa” risulta veramente un mistero insolubile. Da osservare è parimenti la cura che l’artista bresciano riserva all’ ambientazione: mille dettagli, tutti da scoprire, rivelano un “racconto” per immagini ben concertato, mai banalmente affabulatorio, grazie al quale è possibile iniziare un percorso riflessivo che si dilata e dipana ad libitum. Sono sufficienti queste esemplificazioni per dimostrare quanto l’estro e la creatività risultino i cardini fondanti di una esperienza pittorica unica, con tratti distintivi caratterizzanti che permettono di individuare immediatamente la “mano”, esperta e convincente, di questo raffinato ed elegante pittore». L’esposizione è vistabile gratuitamente fino al 21 ottobre secondo i seguenti orari: lunedì: 15,30-19,30, dal martedì al sabato 9,30-12,30 e 15,30-19,30, domenica 10,00-12,30 e 16,30-19,00.

Leggere è Fico – Francesco Permunian

Giovedì 19 Settembre alle 21:30 presso l’Antica Osteria del Fico (via Guido Grandi 12, Cremona) si terrà la presentazione del romanzo “Sillabario dell’amor crudele” Chiarelettere edizioni. Dialogherà con l’autore Alice Pisu.
Incontro organizzato in collaborazione con Porte Aperte Festival e Libreria del Convegno. Rassegna a cura di Andrea Cisi e Mario Feraboli.

Il libro.
Se grottesca è la condotta del clero in Italia, grottesca dev’essere la sua rappresentazione in forma narrativa. A cominciare dal suo protagonista, il nano Baseggio (“un aberrante capriccio divino, questo sono io”), che a distanza di anni ricorda le violenze subite in un orfanotrofio italiano (“È stato come svegliarsi in un incubo”), e chiede vendetta. Con lui ecco la bambina prostituta Baby Yaba, la madre superiora suor Clemenzia, che dirige l’orfanotrofio con metodi da lager, padre Camilo Mendes, un vescovo del Vaticano e molte altre figure – il parroco del paese, le beghine, gli intellettuali di provincia, due trans, una banda di barboni – che insieme fungono da “coro” e formano tante tessere di un’unica rappresentazione.
A tratti scanzonato, a tratti feroce, in una danza di zie, eminenze, suore, mogli, il libro di Permunian ci fa entrare nei segreti della borghesia provinciale, con la Chiesa che diventa il baricentro del male italiano, dalla violenza sui disabili minorenni all’accoglienza dei migranti, in un compendio, ideale perché crudo, di bassezze che trascendono l’umano. Un libro impudente e blasfemo, un feroce atto d’accusa contro l’oscenità della pedofilia cattolica.

L’autore.
Nato a Cavarzere nel 1951, Francesco Permunian vive da anni a Desenzano sul lago di Garda. Ha pubblicato diversi libri, tra i quali Il principio della malinconia (2005), La casa del sollievo mentale (2011), Il gabinetto del dottor Kafka (2013).
Nel 2017 Il Saggiatore ha pubblicato in un unico volume i suoi primi due romanzi (Cronaca di un servo felice e Camminando nell’aria della sera) sotto il titolo Costellazioni del crepuscolo.
A cura di Andrea Cortellessa nel 2018 esce presso Aragno La plasmabilità artistica del cartone e il suo impiego nella scuola, con un racconto di Permunian e uno di Bruno Schulz.
Infine le edizioni Theoria, nella collana di narrativa diretta da Andrea Caterini, oltre a Chi sta parlando nella mia testa?, hanno in programma di ristampare Nel paese delle ceneri.

Storie per voce quieta

Domenica 15 settembre alle ore 18:00 Roberto Piumini sarà in libreria a presentare “Storie per voce quieta”.
“Storie per voce quieta” è un romanzo picaresco-spirituale; ma è anche una fiaba per adulti sulla scia delle “Mille e una notte”. Siba, Chinarra e Maloi abitano nella loro casa che sembra un tappeto volante. Incrociano corpi, personaggi, storie, in uno spazio di fatti sospesi. Sono persone assorte, pacificate, aperte agli accadimenti. Ci sono eventi – siano un ospite inquietante e inatteso, il richiamo della notte, o l’energica folata di un vento unico – che si presentano numerosi e diversi, spingendo i protagonisti a vivere incantesimi e metamorfosi come nei poemi epici classici.

Vi attendiamo numerosi!!!!

Volevo fermarmi a tre righe ben scritte

Sabato 7 settembre alle ore 17:30 presentiamo il libro di Carlo Sperduti, “Volevo fermarmi a trenta righe ben scritte”.
Un racconto al giorno per sei mesi, due semplici regole: scrivere in prima persona, non superare le 1000
battute. Nascono così queste 150 microfinzioni, in cui io e realtà si moltiplicano vertiginosamente.
Confermando il suo gusto per il gioco letterario, Sperduti ci propone una collezione di racconti-lampo in cui tutto
è possibile: da un minuscolo dio degli insetti alla messa in discussione delle leggi della fisica, da marchingegni che ridisegnano la realtà a calembour che si materializzano creando scompiglio, in un tentativo di esaurimento della prima persona.
Un’unica certezza è sottesa a queste storie: “tutte le cose immaginate prima o poi accadono”.

L’amore puzza d’odio

Venerdì 6 settembre alle ore 18 presentiamo il libro di Massimiliano Boschini, “L’amore puzza d’odio”.
L’amore puzza d’odio è un ossimoro solo apparente: dove l’amore stravolge i sensi e la ragione, l’odio verso l’oggetto amato non è che l’altra faccia della medaglia, il lato oscuro della luna, un apostrofo nero nel rosa del romanticismo. “L’amore puzza d’odio” racconta dal punto di vista maschile la nascita, la passione, il declino e la fine di una storia d’amore, attraverso la scansione allegorica delle stagioni. E con il passare del tempo, lo stile muta, invecchia e si ripiega su se stesso: da scanzonate e romantiche, le pagine virano al nero, alla tristezza e alla rabbia, senza perdere di vista quella spudorata ruffianeria che spariglia le carte e fa saltare i canoni classici della poesia. Musica, arte, fumetti, romanzi, cultura pop, il retaggio di mille emozioni e immagini conservate in qualche angolo polveroso dell’animo, fanno capolino tra le righe accompagnando il lettore dove nemmeno Charles Bukowski si spinse: a parlare di amore e di stelle.

Donato Novellini dialoga con l’autore.