Sulle strade del Kenya

Così l’autrice, che non vuole solo vedere questo paese, ma vuole sentirlo e conoscerlo, ci mette in guardia su una realtà che potrebbe non essere così accogliente come ci si immagina. Il suo itinerario, lontano dai sentieri battuti, è occasione per raccontare il Kenya, mettendone in risalto le bellezze, la vita quotidiana e le difficoltà di instaurare legami con suoi abitanti, frenati spesso dalla figura della mzoungu. Ospite di una famiglia locale, il viaggio ha inizio a Mombasa, sulla costa del Kenya dove l’influenza del subcontinente indiano è particolarmente forte. Da qui si sposta nella zona di Malindi e poi verso nord, al Naivasha Lake, dove l’incontro con gli ippopotami le ricorda la potenza della Natura. Segue le opportunità del viaggio e la sua curiosità, fino ad arrivare a Kakamega Forest dove sarà ospite in un villaggio che, con sua sorpresa e nonostante non si parli inglese, la accolglie, non come una mzoungu ma come una persona. Riparte verso l’Italia convinta che non è tutto bianco o nero e che il viaggio ti insegna, più di qualunque altra cosa, a riconoscere le sfumature e ad apprezzarle.

Nietzsche e Schumann. Musica, scrittura, forma e creazione

Amore giovanile di Nietzsche, poi oggetto di critiche aspre e di un rifiuto senza appello, Schumann fu probabilmente per il filosofo di Röcken un’esperienza più importante e duratura di quanto normalmente non si riconosca. Mediante un paragone con l’elaborazione e organizzazione delle forme brevi in Schumann, la prima parte del volume propone una lettura della filosofia nietzscheana e della sua predilezione per la forma breve collegandole coerentemente con l’istanza della polemica antifilistea propria anche di Schumann e analizzandone potenziale e contraddizioni nel quadro di una teoria dell’emancipazione, contro ogni lettura strettamente formalistica della scrittura nietzscheana. La seconda parte esamina la posizione di Schumann nel quadro di una riflessione complessiva sulla musica che fa i conti con la tensione tra norma e trasgressione, ordine e demonico, controllo ed eccesso. Con ampie analisi che vanno da Bach a Nietzsche, individua così nella musica schumanniana il centro di un’operazione di scrittura che non è più evocazione di affetti ma loro metamorfosi in sorgenti del linguaggio musicale. La creatività schumanniana, lungi dal poter essere allora classificata (seguendo Nietzsche) come reattività e piccineria nazionale, appare piuttosto alternativa profonda e radicale, per quanto non aproblematica, all’oltrepassamento dionisiaco nietzscheano.

Parigi e un padre

«La città era una trama di luoghi fatali, di corrispondenze con la memoria, un reticolo prodigioso in cui ritrovare, già nella potenza dei nomi, delle piazze, delle vie, il solco tenace del proprio passato, l’impronta definitiva di una vita più forte, gli archetipi profondi dell’esistere, da cui non separarsi mai». Una Parigi lontana, quasi irreale nella sua metafisica bellezza. Un viaggio della memoria sulle tracce di un’ombra tanto ingombrante quanto sfuggente. Un padre in fuga nella Ville Lumière dei primi anni Cinquanta. Un figlio che lo insegue attraverso il labirinto dei ricordi, nelle vie di una Parigi popolare e anarchica, dove benessere e povertà coesistevano in pieno centro, non ancora trasformato in un salotto per turisti. Una lotta contro la rapina del tempo, per ricomprendere il proprio passato.

Proposto da Maurizio Cucchi al Premio Strega 2021 con la seguente motivazione:
«Giovanni Catelli, poeta e autore di un importante libro sulla precoce e sinistra morte di Albert Camus (Camus deve morire, 2013), già tradotto in Francia, ha scritto un’opera in prosa, Parigi, e un padre (Inschibboleth), che si distingue per l’originalità dell’impianto e dello stile, per la solida qualità letteraria. Si tratta infatti, senza dubbio, di un libro di narrativa, ma composto secondo una modalità particolare e raffinata, e cioè l’articolarsi e il succedersi di brevi – quanto intensi e trasparenti – frammenti di prosa, vivi di una loro interna efficacia lirica. Una narrazione poetica, quella di Catelli, che si realizza nel riferimento a una città amata, Parigi, nel doppio registro d’epoca e di figure: il tempo più lontano del padre (anni Cinquanta) e quello successivo (anni Settanta), con la presenza del figlio giovanissimo che è anche chi narra in prima persona. Ne scaturisce una visione – ricca di concreti dettagli e di realtà – dei mutamenti storici della città (e dunque della civiltà europea nel tempo) e insieme il sovrapporsi e distinguersi del sentimento dei due personaggi, per sé stessi e per il mondo in cui vivono o vorrebbero vivere. Nell’insieme si possono riassumere così, ovviamente molto semplificando, i pregi dell’opera di Catelli: sensibile attenzione ai mutamenti storici di una grande capitale dell’Europa, aspettative e realtà di due generazioni in un luogo per tanti aspetti emblematico e mitico, valore in controtendenza dello stile che permette all’autore di permeare la sua prosa di evidente energia poetica.»

Pesca al cantautore in Emilia

“Pesca al cantautore in Emilia” è un libro di formazione, o di deformazione, scandito da narrazioni di diverso respiro, dal racconto lungo al breve frammento, che tramite personaggi e situazioni ricorrenti disegna il ritratto ironico e dolente d’una “generazione di sconvolti” perduti fra le nebbie della provincia e l’incipiente globalizzazione. La colonna sonora affonda nell’era beata dei dischi in vinile: dai Beatles ai Nomadi, dagli Stones all’Equipe 84 e ritorno. Barbolini insegue i suoi eroi fino al nostro disilluso presente, in cui i miti che li animavano si sono trasformati in feticci. Ma vale davvero la pena d’imbarcarsi con lui a pesca di cantautori sul delta del Grande Fiume, all’insegna d’un “grottesco padano” di sarcastica vitalità.

Porfiria e altri racconti

I racconti di Aurelia Rossi raccolgono situazioni paradossali che rappresentano squarci di vita, sia vissuta che fantasticata. Le fatiche della quotidianità diventano delicate trame narrative in cui si celano storie: l’autrice gioca con il filo sottile dei rapporti consolidati, con i piccoli e grandi segreti che attraversano l’esistenza. Seguendo la tradizione dei novellisti del novecento italiano Aurelia Rossi descrive nei suoi protagonisti gli impercettibili movimenti dell’animo umano, sempre impegnato nell’affannosa ricerca di una felicità che inganni la solitudine: una strada costellata di grandi speranze e destinata a un ineluttabile ridimensionamento.

Il delirio del particolare


“Il delirio del particolare” è, come lascia intendere il sottotitolo, una “recitazione da camera”, un testo che si riallaccia al teatro di Strindberg. È un dialogo intimo, quasi uno sfogo melanconico, tra un’anziana signora ormai vedova, il suo badante e uno storico dell’architettura giunto in visita a una villa disabitata che, più di una casa, è un’opera d’arte. Sullo sfondo di un cielo sempre più cupo, aleggia lo spettro dell’architetto, sempre presente anche se mai chiamato con il proprio nome: Carlo Scarpa. Con questo testo, vincitore dell’edizione 2017 del Premio Riccione per il teatro, Vitaliano Trevisan indaga il rapporto tra il progettista e i suoi committenti: nel caso di Scarpa, un rapporto sempre molto personale, profondo, che mette in gioco i sentimenti, e perciò sempre conflittuale.

Terra Sangue Amori



Undici racconti d’amore derivanti da diverse ispirazioni letterarie. Da Hoffmann a Calvino, passando per Leopardi, Poe, Manzoni e Pasolini, dal racconto allegorico alla letteratura espressionista, questi motivi eterogenei portano dentro di sé il comune aspetto della passione umana catturato, anche solo per un secondo, dall’arte. In queste pagine, plausibile e incredibile si uniscono fino a confondersi. Così, una misteriosa luce rubata in un negozietto diventa metafora dell’amore che cambia nel tempo; un uomo colpito da una grave malattia affronta un viaggio nei suoi ricordi; un soldato di trincea diventa l’inconsapevole protagonista della storia; un viandante nel deserto affronta una delle sue sfide più difficili; un delinquente di periferia si trasforma in un decadente eroe romantico; un artista, nato dallo stampo di un tecnico, diventa ispirazione di una ballerina che aveva perso ogni speranza