La femminilità, una trappola

Serata dedicata alla gigantesca figura della filosofa e scrittrice francese a partire dalla pubblicazione della raccolta di suoi testi inediti dal titolo ‘La femminilità, una trappola’, L’Orma editore, con un saggio di Annie Ernaux.
Interverranno Elena Cappellini, una delle traduttrici del volume, e Anna Lazzarini docente universitaria. Le due ospiti furono curatrici insieme a Silvia Camisaschi della rassegna ‘Pensare la differenza. La città delle donne’ organizzata dal Comune di Cremona.

Giovedì 16 dicembre alle 21,15 presso Antica Osteria del Fico

Il futuro della nostra salute

«Anche se il Servizio Sanitario Nazionale è stato fondamentale per la lotta alla pandemia – guai se non ci fosse stato – la tragedia del Covid-19 ha rappresentato una scossa che ha evidenziato molte carenze e ha suggerito a tutti la necessità di un futuro diverso. Per queste ragioni il SSN ha bisogno di una revisione che forma l’argomento di questo libro. Una revisione che rappresenta un sogno, il sogno di tutti i cittadini: ma bisogna sognare per ottenere grandi risultati…». Silvio Garattini, scienziato e farmacologo di fama, presenta un ampio spettro di proposte concrete per cambiare il nostro SSN e spiega al grande pubblico come dovremmo immaginare il futuro della nostra salute.

In Fra

Domenica 28 Novembre alle ore 17 al Lord Caffè in C.so Garibaldi 97 a Cremona Alberto Mori presenta In Fra (Fara Editore 2021) Dialoga con l’autore: Franco Gallo L’evento è organizzato dalla Libreria del Convegno di Cremona. La partecipazione è libera con prenotazione: Libreria del Convegno 0372 32234 ; Lord Caffè 0372 30616 L’accesso avviene con controllo Green Pass. Scrive l’autrice della postfazione del libro Lucia Grassiccia: «Da un altrove perviene una voce non identificabile, più aderente al quotidiano: s’introduce come in brevi dialoghi, colloquia con i versi, dilata l’intesa e, in quanto voce, scompare. L’attesa di un evento, nell’alternanza fra irradiazioni e colpi di buio, sparpaglia elementi sintattici che diventano elementi del paesaggio. Ma è un’attesa fruttuosa, perché è forse proprio, sempre, l’attesa, lo scarto a determinare il desiderio…»

Alberto Mori, Crema, 1962. Poeta performer e artista, sperimenta attività di ricerca nella poesia utilizzando in interazione vari linguaggi d’arte: poesia sonora e visiva, performance ed installazione, video e fotografia. Ha all’attivo varie partecipazioni a Festival di Performing Arts. Dal 1986, numerose le pubblicazioni editoriali. Nel 2001 Iperpoesie (Save AS Editorial) e nel 2006 Utópos (Peccata Minuta) sono stati tradotti in Spagna. Per Fara Editore ha edito le sillogi: Raccolta (2008), Fashion (2009), Objects (2010), Financial (2011), Piano (2012), Esecuzioni (2013), Meteo Tempi (2014), Canti Digitali (2015), Quasi Partita (2016). Le pubblicazioni più recenti sono Direzioni (Edizioni del verri, 2017), Minimi Vitali (2018) e Levels (2020), editi da Fara. Nel 2013 e nel 2014, Esecuzioni e Davanti alla mancante (S.C.E.) sono stati finalisti del Premio di Poesia e Prosa “Lorenzo Montano”. Website: www.albertomoripoeta.com

Accabadora

“Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione è la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell’anima.”
📌Vi aspettiamo numerosi all’appuntamento di RI-LETTURE con Martina Bertoletti! Questo Venerdì 19 Novembre alle ore 19.00 presso il Museo Archeologico San Lorenzo.

Il filosofo in camicia nera

Giovanni Gentile non è stato soltanto l’insigne filosofo dell’«atto puro», autore della «storica» riforma scolastica e direttore dell’ Enciclopedia Italiana. Sin dal 1922, subito dopo la Marcia su Roma, si rivelò anche uno dei più influenti intellettuali dell’Italia littoria.

 Pronto a mettere al servizio del duce la sua vasta cultura e abilità di divulgatore, Gentile diventa un suo fidato consigliere, lo smanioso organizzatore di iniziative editoriali a sfondo propagandistico, l’ideologo di guerre a cui non prende parte. A causa di un itinerario così compromettente, perderà per strada molti tra colleghi, amici, discepoli ed estimatori. Oltre a Benedetto Croce – che gli contrapporrà il Manifesto degli intellettuali antifascisti –, Piero Gobetti, Guido De Ruggiero, Gaetano Salvemini, per citarne alcuni. Gentile rimane al fianco di Mussolini anche dopo il 25 luglio 1943 e la caduta del fascismo. Fino al 15 aprile 1944, quando viene ucciso da un gruppo di partigiani comunisti nei pressi della sua villa di Firenze. Da decenni, sulla natura di questo «delitto politico», s’infittiscono polemiche giornalistiche e storiografiche, spesso viziate da ricostruzioni d’impianto dietrologico che hanno fatto ricadere ogni responsabilità sul PCI di Togliatti, su centri occulti interni e stranieri, senza mettere in adeguato rilievo il clima di «guerra civile» in cui precipitò l’Italia nel 1943-45. Il documentato e appassionante libro di Franzinelli fa chiarezza su questo e altri aspetti oscuri della biografia gentiliana. Lo sconcertante quadro che ne emerge fa riflettere su come uno stimato intellettuale possa mutare le proprie idee fino a snaturarle, compiendo precise scelte di campo che, di fatto, contribuirono a rafforzare la dittatura mussoliniana. A pagarne il prezzo più alto fu il popolo italiano. E lo stesso Gentile.

Viaggio sentimentale nella Cremona dei desideri

“Viaggio sentimentale nella Cremona dei desideri” che non è un volume di storia. Non è una collezione di tradizioni cremonesi. Non è neppure una guida turistica della città. Non vuole esserlo. La guida ha un sapore didascalico, didattico e freddo. Si limita all’impersonale ed è precisa fino alla noia. Il Viaggio ha sapori e gusti diversi. Allegro e malinconico. Ironico e picaresco. Dotto e fantastico. I quadri, in dieci tappe, si susseguono e si arricchiscono di ricordi, sentimenti, partecipazione emotiva, ammirazione per la vita che scorre. Il viaggio inizia dal quartiere dove l’autore è nato. Termina a fianco della Cattedrale. Segue l’immaginaria linea rossa delle mura della città. Vicende umane che hanno segnato la vita dell’autore come quella di questa comunità. È un passato che riaffiora e mai dimenticato. Rispunta come ‘vissuto’ e contemporaneamente è faro per il presente e, ancora di più, via da seguire nel futuro. Bisogna mantenere la ‘barra’ diritta. Non ci si può perdere nella tempesta del tempo attuale che tende a rimuovere valori mai negoziabili come la democrazia, la libertà, la solidarietà, la cultura e l’amore per l’arte in tutte le sue forme. Per descrivere tutto questo è stato scelto un tono ‘minore’ che non è sinonimo di inferiorità. Al contrario è cifra esistenziale della città di Cremona. Un’infinita processione di uomini e donne semplici, di piccoli e grandi artisti, di personaggi storici più o meno conosciuti, accompagna il ‘viandante’ nel peregrinare tra le mura ‘domestiche’

La musica sacra

Cercare di descrivere cosa sia realmente la musica sacra è un compito assai arduo: infatti nell’accingersi a definire il terreno da indagare non ci si trova davanti ad un genere o ad una forma in particolare (quali potrebbero essere la Sinfonia, il Concerto, la Messa, l’Oratorio), ma a tutto ciò che non è profano.
È parso utile, quindi, circoscrivere l’argomento a ciò che per un certo periodo — grossomodo dal Concilio di Trento (1545-1563) sino a quello Vaticano II (1959-1965) — pareva chiaro si intendesse con musica sacra nel mondo cattolico. 
Si è cercato di privilegiare l’estetica musicale che ha portato alla formazione di repertori precipui, avallati dai sigilli apostolici di alcuni grandi pontefici (Giovanni XXII, Benedetto XIV, Pio X…).
Il compasso cronologico esaminato copre all’incirca tredici secoli di storia (partendo dal XXI secolo, passando per i secoli VIII-XIX, e ritornando al XX secolo).
Desiderando dissipare “l’alone stantìo di sacrestia”, che molto spesso viene associato alla musica ecclesiastica, si è posta attenzione all’aggiornamento musicologico riguardante alcuni particolari aspetti del repertorio musicale (la teoria modale, la figura di Guido D’Arezzo, la trattatistica inerente alla polifonia delle origini, l’interpretazione del documento apostolico trecentesco «Docta sanctorum patrum», etc.).
In appendice al volume vengono forniti i testi integrali dei due più significativi documenti apostolici sulla musica sacra apparsi nel secolo scorso: il Motu proprio «Inter pastoralis officii sollicitudines» del sommo pontefice Pio X sulla Musica Sacra (22 novembre 1903) e la Costituzione sulla sacra liturgia «Sacrosanctum Concilium» (4 dicembre 1963): capitolo VI, la Musica Sacra.

Lava jato

Il 17 marzo 2014 la Policia Federal di Curitiba compie la prima operazione contro un gruppo di trafficanti di droga che si occupavano di trasferire illecitamente denaro all’estero. Lava Jato è la più grande inchiesta contro la corruzione del continente sudamericano. Un’indagine che in poco più di due anni ha coinvolto oltre 500 persone, appartenenti al fior fiore della classe dirigente verdeoro. Politici, parlamentari, alti funzionari, banchieri e anche due ex Presidenti della Repubblica. Una Tangentopoli capace di far capitolare il governo più progressista che il Brasile ha mai avuto e di portare al potere il Presidente più conservatore dell’intera storia democratica latinoamericana. Con una narrazione diaristica l’autore ricostruisce l’evoluzione dell’inchiesta Lava Jato, soffermandosi su tutti i punti rimasti ancora oggi in chiaroscuro.

Dall’inferno

Domenica 31 ottobre al Lord Caffè di C.so Garibaldi, 97 alle ore 17:00, la Libreria del Convegno presenta il libro di Cosimo Argentina e Orso Tosco “Dall’Inferno. Due reportage letterari”, edito da Minimum Fax .

Nel primo racconto, “Umè”, l’autore pugliese torna a narrare la sua Taranto, raccontando l’Ilva attraverso un ragazzo che una sera si reca in fabbrica alla ricerca di colui che deve insegnargli le arti del mestiere iniziandolo al lavoro da operaio. Le peregrinazioni del protagonista fra reparti e colate d’acciaio, personaggi mefistofelici e poveri diavoli, ricordano un’Odissea joyciana mentre lo stile di scrittura che accosta l’italiano a dialetto pugliese, ricorda i pastiche letterari di Luis Ferdinand Céline.

La tematica trattata è quella della lotta operaia, da cui emergono anche le contraddizioni e le macchinazioni operate da coloro che stanno ai piani alti dell’azienda ma il tutto utilizzando un tono talvolta comico che scaturisce spesso dalle parole dei personaggi che tendono a sdrammatizzare per sopravvivere alla vita che è toccata loro in sorte.

Orso Tosco, in “Bestin” narra Genova attraverso le vicende del protagonista del racconto, un ragazzo con problemi neurologici dalle cui parole e pensieri emerge una città visionaria e disincantata ma anche prepotentemente dura e realistica. Il fil rouge è infatti l’esistenza degli outsider che abitano il capoluogo ligure, di cui emerge un ritratto quasi da città invisibile calviniana.

Sullo sfondo di tale narrazione compare anche la recente ed attuale tragedia del crollo del ponte Morandi che da un momento all’altro sparisce dalla città, fatto che suscita i sensi di colpa del protagonista che come mitologico Atlante si carica la città sulle spalle osservando quotidianamente le coordinate e lo spostamento millimetrico dei suoi edifici e monumenti perché crede che dal loro equilibrio dipenda quello politico globale e mondiale.

Questi due reportage letterari hanno in comune la narrazione di vite di outsider, calate nella nostra contemporaneità, narrati secondo visioni e stili diversi ma che nella loro eterogeneità ben esprimono ciò che i due scrittori vogliono comunicare ai lettori.