Così l’autrice, che non vuole solo vedere questo paese, ma vuole sentirlo e conoscerlo, ci mette in guardia su una realtà che potrebbe non essere così accogliente come ci si immagina. Il suo itinerario, lontano dai sentieri battuti, è occasione per raccontare il Kenya, mettendone in risalto le bellezze, la vita quotidiana e le difficoltà di instaurare legami con suoi abitanti, frenati spesso dalla figura della mzoungu. Ospite di una famiglia locale, il viaggio ha inizio a Mombasa, sulla costa del Kenya dove l’influenza del subcontinente indiano è particolarmente forte. Da qui si sposta nella zona di Malindi e poi verso nord, al Naivasha Lake, dove l’incontro con gli ippopotami le ricorda la potenza della Natura. Segue le opportunità del viaggio e la sua curiosità, fino ad arrivare a Kakamega Forest dove sarà ospite in un villaggio che, con sua sorpresa e nonostante non si parli inglese, la accolglie, non come una mzoungu ma come una persona. Riparte verso l’Italia convinta che non è tutto bianco o nero e che il viaggio ti insegna, più di qualunque altra cosa, a riconoscere le sfumature e ad apprezzarle.

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